Archivi categoria: scritture

Milano […] è fatta a cerchio: a proposito della “Città dell’orto” di Stefano Raimondi

Luca-Campigotto-Dalla-Terrazza-Martini-Milano-2013La città dell’orto di Stefano Raimondi viene riproposta (a partire dal mese di giugno 2021) dalla Vita felice di Milano a quasi vent’anni dalla prima pubblicazione presso l’Editore Casagrande di Bellinzona; è questa l’occasione che mi spinge a meditare sul libro, ma cercando di sostenere una tesi che, pur tenendo conto delle più che legittime e corrette interpretazioni anche in chiave biografica che reputo ormai assodate (questo libro è, inoltre, un “quasi esordio” in poesia per Raimondi), considera La città dell’orto traccia profonda dell’avvio alla poesia stessa, itinerario nel corso del quale Stefano Raimondi, prendendo coscienza della e oggettivando in linguaggio la “morte del padre”, inizia il proprio, originale cammino attraverso la scrittura facendo udire una voce immediatamente riconoscibile e peculiare per impostazione linguistica, ritmica e di  pensiero.  Continua a leggere Milano […] è fatta a cerchio: a proposito della “Città dell’orto” di Stefano Raimondi

Oltranza

PIA10244_modestLe regioni dell’Ultraporno (Modo Infoshop, Bologna 2021, autore Jonny Costantino) sono, similmente a quelle dell’ultrajazz (e, azzardando, ma lasciandomi suggestionare dalla scrittura stessa di Jonny, direi anche dell’ultracinema) terre vastissime e tutte da esplorare, dove quello che già conosciamo (o crediamo di conoscere), s’interseca con il desiderio e con l’inconfessabile, lo stereotipo con l’originalità, eros con thánatos, il tabù con la sua violazione, il banale con l’eccessivo, la vitalità con ferite e tagli che ne mostrano anche il rovescio.  Continua a leggere Oltranza

Misura del sonno

Federico Federici

Parola in una bocca buia
nido nella tenebra di un ramo
che si fa albero, bosco,
montagna, mondo.

L’assoluta luce
che governa il tempo
e contorna il buio
ha da questa parte
un varco stretto
per l’eternità: l’occhio
che la copre
illuminato.

*

Federico Federici
Misura del sonno
(e altre ricerche verbovisive)

/
Maß des Schlafes
(und andere verbovisuelle Forschungen)

Verona, Anterem Edizioni / Cierre Grafica
“Nuova Limina”, 2021

Scritto 69

bento_berger
Un disegno di John Berger contenuto in Bento’s Sketchbook (p. 133 dell’edizione tascabile, editrice Verso, 2015).

Non appartengo al mio tempo: non voglio appartenergli. Se mi dicono che sono “vecchio e sorpassato” neanche lontanamente sospettano la mia gioia nel sentirmelo dire: senza saperlo mi stanno dicendo che non appartengo a quelle migliaia di servi in fila dietro la porticina dei bossS dell’editoria per impetrare la pubblicazione dei miei scritti-merdine.

Non appartengo a nessuna confraternita, non lecco i piedi (o i culi, fate voi) di nessuno.

Nessuno legge le litanie chilometriche che scrivo (e che mi ostino a pubblicare): bene! – se sono onanista della scrittura o masochista scegliete voi, se vi fa piacere arrovellarvi su di una stronzata del genere.

Per quel che mi riguarda scrivo assaporando ogni attimo di libertà che la mia scrittura mi regala. 

  

Passeggiata d’inverno

Il 25 dicembre 1956 Robert Walser muore di arresto cardiaco durante una solitaria passeggiata nella neve . Aveva 78 anni.

Stefanie Golisch

Si, ce ne sono ancora degli uomini che crescono senza riuscire a sbrigare la vita dentro e fuori con questa velocità terrificante come se gli uomini fossero soltanto dei panini che si producono in cinque minuti per essere venduti e consumati all’istante.

Robert Walser, Il brigante

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La spina dorsale

Danni Antonello
La spina dorsale
Poesie (2009-2017)

Macerata, Giometti & Antonello, 2021

« …Danni è sempre stato un vero ladro dei grandi testi poetici, nel senso che li assimilava, li ruminava e li digeriva, con umiltà ma mai con spirito epigonale: mi piace pensarlo come una sorta di macina, di quelle antiche dei mulini ormai diroccati e scomparsi, capace di dare ancora quella meravigliosa crusca scura, ruvida e povera, ma consistente e per nulla addomesticata alle regole di “purezza” che il mercato ci vende come “naturali”. E perché la poesia, per Danni, è essenziale come il cibo, povera come il pane nero, pericolosa come un impiastro d’erbe sconosciute, che non sai mai se faccia bene o male o, meglio, sai benissimo, per esperienza diretta, sulla pelle, e quindi tattile, che le due cose non possono essere mai separate». (Dalla Prefazione di Andrea Ponso)

Esci, fatti foresta, sterpaglia e bosco di sotto,
battere ramo su fronda: fruscio – infine: foresta.
Sperditi, e spandi il polline raro sui resti
fecondi del pasto dei lupi, nema a temere:
non sarai guardato in gola,
da segreto a segreto potrai conservare
la grazia, profonda, di foglia, argilla, che nasce –
come bianca, non incisa, un’aperta foresta
che nasce.

Sguardo, sguardi. Finestre

nadotti_berger_kunowskyEcco L’intatta coerenza dello sguardo di Maria Nadotti – e desidero fare due precisazioni (la prima generale, la seconda di carattere personale) nell’introdurre questa magnifica proposta apparsa nelle ultime settimane nella collana Prova d’Artista curata da Domenico Brancale per le Edizioni della Galerie Bordas di Venezia: Maria Nadotti è scrittrice, saggista e traduttrice generosa che mette spesso la propria scrittura (limpida ed elegante perché espressione di un pensiero limpido ed elegante) al servizio di altre scritture altrettanto generose e decisive nella nostra contemporaneità e mi limito qui soltanto a ricordare quanto si sia adoperata perché in Italia si venisse a conoscere il pensiero di bell hooks; devo a lei quella che mi piace chiamare “la mia passione bergeriana”, dal momento che nella mia biblioteca sono presenti pressoché tutti i libri di John Berger tradotti e spesso introdotti o commentati da Maria Nadotti ed è stato proprio il tramite di questi commenti,  introduzioni e traduzioni che di volta in volta mi ha spinto a comprare un nuovo volume di Berger   –   –   –   bruciante agisce in me il rimpianto di non avere mai avuto l’occasione d’incontrarlo.  Continua a leggere Sguardo, sguardi. Finestre

Declinazioni 2 / Luigi Cannillo

Luigi Cannillo
Fotografia di Donatella D’Angelo

Declinazioni

è una rubrica aperta a chiunque senta la necessità, la voglia o la curiosità di

spiare, stanare e donare gli angoli nascosti della (propria) scrittura


Sentieri e radure nella composizione del testo
di Luigi Cannillo


La Memoria è materia fondante della scrittura. In modo diretto quando recupera momenti specifici del proprio vissuto, luoghi ed eventi, nel tempo e nello spazio. Ma anche, in modo solo apparentemente indiretto, quando è intesa come memoria del linguaggio che si deposita e fermenta, nel corpus linguistico che ci penetra e ci costituisce. Cioè come rappresentazione verbale degli eventi stessi.

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No images / Alcuna immagine

William Waring Cuney
(USA, 1906- 1976)

No images

She does not know
her beauty,
she thinks her brown body
has no glory.

If she could dance
naked
under palm trees
and see her image in the river,
she would know.


But there are no palm trees
on the street,
and dish water gives back
no images.

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