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L’archetipo della parola

René Char e Paul Celan. Due poeti, due “amici”, per i quali la percezione poetica è scheggia luminosa e disastro oscuro, “cammino del segreto” e “Tenda Inespugnata”. Questo volume collettivo è un viaggio fra le analogie e le differenze di questa percezione.
Dal saggio di Blanchot per Char ai versi di Éluard dedicati al poeta alla testimonianza di Handke, dalla lettura di Szondi all’intervista di Derrida su Celan, il volume presenta anche nuove traduzioni, testi inediti dei due poeti, incursioni critiche di scrittori contemporanei.
Char e Celan sono interpreti di quell’esperienza dell’impossibile che è e sarà sempre la poesia, dove la necessaria distruzione dei discorsi logici e la magica ricostruzione del discorso poetico non si oppongono programmaticamente ma risuonano come raffiche di un vento uguale e contrario, splendono e si oscurano come il lato segreto e quello visibile dell’astro lunare.” (Marco Ercolani)

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Marco Ercolani (a cura di)
L’archetipo della parola
René Char e Paul Celan

Messina, 2019
Carteggi Letterari – Le Edizioni

Indice del libro

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Ernesto Cardenal e io

Roberto Bolaño

ERNESTO CARDENAL E IO

Stavo camminando, sudato e con i capelli appiccicati
sul viso
quando vidi Ernesto Cardenal che proveniva
dalla direzione opposta.
In segno di saluto gli dissi:
Padre, nel regno dei cieli
che è il comunismo,
c’è posto per gli omosessuali?
Sì, rispose.
E per i masturbatori impenitenti?
Per gli schiavi del sesso?
Per i giocherelloni del sesso?
Per i sadomasochisti, per le puttane, per i fanatici
dei clisteri,
per quelli che ormai non possono più, quelli che veramente
ormai non ce la fanno più?
E Cardenal rispose sì.
Allora alzai lo sguardo
e le nuvole mi parvero
lievi sorrisi rosei di gatti
mentre gli alberi che punteggiavano la collina
(la collina che dobbiamo scalare)
agitavano i rami.
Alberi selvatici, che sembravano dire
un giorno, prima o poi, dovrai pur venire
tra queste braccia morbide, tra queste braccia ruvide,
tra queste braccia fredde. Una freddezza vegetale
che ti farà rizzare i peli.

(da qui)

Cuore di Malabar

Anita Nair

Cuore di Malabar
(Malabar mind, 2010)

Cura, introduzione e traduzione
di Francesca Diano

Milano, Marco Saya Edizioni
Collana “KĒLEN”, 2018

 

“Non sono una poetessa che scrive poesia in modo costante. Molto spesso la mia poesia nasce o da un’intensa esperienza emotiva, o da un avvenimento che mi ha scossa fin nel profondo. In questo senso, la mia poesia si manifesta come un lampo, mentre i miei romanzi sono frutto di un lungo pensare, riflettere e di un intenso lavoro di ricerca.”

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Quaderni delle Officine (LXXXV)

Quaderni delle Officine
LXXXV. Febbraio 2019

quaderno part_ b_n

AA. VV.

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Degli incerti umani
(per Domenico Brancale)

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Sovranità e sacrificio

Giuseppe Zuccarino

Secondo la testimonianza di uno dei suoi più vecchi amici, l’antropologo Alfred Métraux, «i fatti e le teorie dell’etnologia hanno sempre esercitato su Georges Bataille una sorta di fascinazione»(1). E in effetti, fin dagli anni Venti del secolo scorso, lo scrittore e pensatore francese ha cominciato a familiarizzarsi con le opere di autori come Frazer, Durkheim e Mauss, da cui ha desunto vari elementi, per poi rielaborarli in maniera autonoma. Una di queste acquisizioni riguarda la natura ambivalente delle cose sacre. Durkheim aveva spiegato che «ci sono due specie di sacro, l’uno fasto e l’altro nefasto, e non soltanto tra le due forme opposte non c’è soluzione di continuità, ma uno stesso oggetto può passare dall’una all’altra senza cambiare natura. Col puro si fa l’impuro, e viceversa. È nella possibilità di queste trasmutazioni che consiste l’ambiguità del sacro»(2). Continua a leggere Sovranità e sacrificio

Il fegato di dio

Mario Benedetti

Il fegato di Dio

Venne scomunicato per aver difeso
il fegato di Dio

Roque Dalton

Dio padre / gioviale
nello stile di Giovanni ventitré
disse / lasciate che gli scomunicati
vengano a me / lasciateli

abortisti / eretici
adulteri o gay
marxisti / sacerdoti sposati
guerriglieri
venite a me / liberissimi
che è vostro il regno
dei miei cieli

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Domino e giochi a carte

Yves Bergeret

“Tremble la terre
tremble la strate blanche
tremble la strate noire
seul compte le tremblement
tandis qu’à reculons le volcan
retourne ricaner
même pas dans une radicelle
du cacaoyer togolais.”

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Omaggio a Domenico Cara

Elio Grasso

Per un omaggio a Domenico Cara
L’utopia gioiosa
Edizioni Fin de siècle, 1995

L’utopia gioiosa di Domenico Cara si snoda come un dramma dell’occhio, come un avvicinamento al bordo pericoloso del mondo. Queste poesie lasciano che i ricordi, gli smarrimenti, il serpente annodato degli anni, trovino lo spazio di cui hanno bisogno, trovino il tempo di un’epoca – per certi aspetti – folgorante. Più che in altri libri, il dire continuo e la forte avventura della parola s’innestano nel gioco delle stagioni e della storia senza apparenti debolezze, senza accordare spiegazioni immediate. Un verso dopo l’altro, una pagina dopo l’altra, la sorpresa non viene meno e matura quasi sempre in un canto civile e variegato, viaggiante e non disperso nella vastità delle cose. Perdutamente umano dove non è umano il tempo geologico di cui siamo testimoni. Non grazie alla terra dobbiamo difenderci anche con la poesia, non senza scintille di una fede laica potremo giungere al domani. Continua a leggere Omaggio a Domenico Cara