Archivi categoria: scritture

L’etranger à Auxerre

Yves Bergeret

Les mots avancent sur les lignes des rides,
à pas alternés, sur les crêtes de la montagne
où l’on se salue, vifs, calmes, clairs.

Le parole avanzano sul filo delle rughe,
a passi alterni, sulle creste della montagna
dove ci si saluta, vivi, sereni, chiari.

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La terra del mio poema

Verde la terra del mio poema, verde e alta…
Mi appare dal fondo del mio abisso…
Sei straniero, nel tuo significato.
Ti basta essere là, solo, per diventare tribù.
Ho cantato per pesare lo spazio sprecato
nel dolore della colomba,
non per spiegare ciò che Dio dice all’uomo…

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L’immagine sul muro

Ici se lève l’aube de l’écriture
qui est mouvement de la pensée vers le silence.

Qui spunta l’alba della scrittura,
che è movimento del pensiero verso il silenzio.

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Per Domenico Brancale

Rossana Lista

Per diverse ragioni
Per Domenico Brancale

In epigrafe all’Ossario del Sole[1] Domenico Brancale scriveva “Non sarò mai al sicuro/dentro la parola”: allora, dieci anni fa, abbiamo potuto credere che quella fosse l’espressione di un rapporto del tutto singolare con la lingua, proprio alla sensibilità del poeta – del poeta Brancale –, rapporto per il quale quanto più egli si faceva prossimo alla e della parola, fino a quasi volerla abitare dal di dentro, tanto più il riparo e la presa del reale che essa era in grado di offrirgli si sgretolava. In ragione di questo suo approssimarsi a essa la parola si mostrava quindi per sua stessa natura insicura, instabile, incerta, in tal misura incerta da costituire la cifra stessa dell’umano, così come la successiva opera Incerti umani[2] conflagrò nel dimostrarlo. Eppure, qui poteva ancora rassicurarci l’idea che si trattasse solo, per così dire, di una parola sì ferita ma peculiare a un morbo e che sarebbe dunque bastato mantenersi ai bordi o meglio ai labbri di questa ferita per non essere contaminati da una cancrena che attentava alle naturali pretese del linguaggio; ignoravamo, però, che mentre confessava la sua esposizione dentro la parola – confessione allo stesso tempo programmatica, perché dentro quella ferita Domenico Brancale si è sempre mantenuto per abbeverare la sua lingua – ebbene, allo stesso tempo e quasi inavvertitamente, egli ci cacciava fuori dal conforto facile, familiare, falso dei nostri modi di dire.

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La Biblioteca di RebStein (LXVII)

La Biblioteca di RebStein
LXVII. Marzo 2017

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Marco Ercolani

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Galassie parallele. Libri II-III (2017)
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La Biblioteca di RebStein (LXVI)

La Biblioteca di RebStein
LXVI. Marzo 2017

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Marco Ercolani

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Galassie parallele. Libro I (2017)
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Quaderni di Traduzioni (XXXII)

Quaderni di Traduzioni
XXXII. Marzo 2017

Yves Bergeret
Francesco Marotta

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L’Eau / L’Acqua (2016-2017)
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