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Il tuo primo inverno

…………..Yves Bergeret

……..Il tuo primo inverno
……..(Ton premier hiver)

Verso la fine del tuo primo inverno
appoggiandoti al cesto di vimini che spingi davanti a te
cominci a muoverti in piedi da solo.

Il cesto è lieto di sentire la tua forza.
Scivola sul pavimento.
Scivola come una lunga canzone sul mare.

Tu e il cesto fate andare la vostra lunga canzone.
Essa risveglia il pavimento e la terra del giardino
che l’inverno aveva assopiti affinché recuperassero energie.

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Il diritto di tradurre

Nei Paesi Bassi la Casa editrice Meulenhoff affida alla poetessa e scrittrice Marieke Lucas Rijneveld (che accetta entusiasta) la traduzione di The Hill We Climb di Amanda Gorman; alcune voci di dissenso, tra cui, particolarmente marcata, quella dell’attivista Janice Deul, contestano la scelta perché “il lavoro e la vita di Gorman sono profondamente segnati dalla sua esperienza e dalla sua identità di donna di colore”; affidare la traduzione dei suoi versi a Marieke Lucas Rijneveld (di pelle bianca) sarebbe “un’occasione sprecata” e, quindi, quella traduzione dovrebbe essere eseguita da una persona di colore. In conseguenza delle accese polemiche Rijneveld rinuncia alla traduzione.
In Francia il traduttore e poeta André Markowicz, in un intervento dell’11 marzo su Le Monde, sostiene che le argomentazioni addotte contro l’eventualità di una traduzione da parte di Rijneveld è «l’assoluto contrario della traduzione, che è, innanzitutto, condivisione ed empatia, accoglienza dell’altro, di quello che è diverso da sé: quello che chiamo “riconoscimento”. Continua a leggere Il diritto di tradurre

Io metto al mondo il mondo

………………….Yves Bergeret

Voce della donna che canta
Voix de la femme qui chante

Tratto da:
Parla l’isola
L’île parle
(2010)
(da qui)

Io sono la voce della donna che canta.
Quelli che credono che io viaggi da una tenera gola
al loro orecchio maschile, si sbagliano. Ingenuamente.
Perché io mi muovo dalla radice del vulcano dell’isola
al petto di tutti coloro che balbettano nell’approssimazione.

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La Porta

Yves Bergeret

La porta malandata dà sulla notte
ma tu la superi dalla parte opposta ed entri
sulla scena tutta illuminata
dove noi, i tuoi figli, ti aspettiamo.
Ti basta una sillaba per dare inizio
al grande ballo, duro e spigoloso,
in cui la voce delle madri è forse più forte
delle grida dei maschi stamattina.
Poi ti sposti sul proscenio, di lato,
e lasci che la danza prosegua da sola, nell’aria
sibilano dei pugnali, un metronomo oscilla
al di sopra delle teste. Una pioggia
di luce e di gioia rimbalza sulle tavole
del palco dove il fondale della tua voce,
come una porta aperta, risuona.

………………………………………………………(La Porte, da qui)
……………………………………Traduzione di Francesco Marotta