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Quaderni di Traduzioni (LX)

Quaderni di Traduzioni
LX. Ottobre 2020

Yves Bergeret

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Losun Wu Pou, Vol. II (Poèmes 2019-2020)
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Quaderni di Traduzioni (LIX)

Quaderni di Traduzioni
LIX. Ottobre 2020

Yves Bergeret

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Losun Wu Pou, Vol. I (Poèmes 2018-2019)
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Tiwa tiégu ling

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Quaderni di Traduzioni (LVIII)

Quaderni di Traduzioni
LVIII. Agosto 2020

Yves Bergeret

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La Maison des Peintres de Koyo
(2006, 2020)

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Scacchiera

Yves Bergeret

Io porto
il vento dell’alba
a dispetto di tutto

Io porto
verso il cielo dello straniero
la polvere del sogno

Io riporto
dall’orizzonte che trema
il profumo dell’assenza

Io riporto
l’orizzonte e la sabbia che si distendono
al libro sul quale
hai posato la testa per dormire

Tratto da:
Damier
Espace du désert et de la montagne au Mali

Éditions Langue et Espace, Paris, 2000
(Cfr. qui)
Traduzione di Francesco Marotta

Risorgenza, resistenza, vigilanza

Imbastendo una salda correlazione tra un termine-concetto derivato da Aby Warburg – résurgence -, un termine-concetto derivato dalla storia e dalla Guerra di Liberazione – résistance – e un termine-concetto di derivazione filosofica – vigilance – Yves Bergeret racconta qui della vita intellettuale e politica di uno dei luoghi da lui più amati – Die e la Valle della Drôme – e della scoperta, durante i suoi frequenti vagabondaggi, di stampe, di libri, di edizioni rare che si celano nelle biblioteche private o presso bouquinistes e antiquari della regione e che il poeta si porta a casa, studia, espone al proprio sguardo nella luce bellissima della sua maison affinché poi quello sguardo divenga lo sguardo dei lettori.
E sempre, sempre c’è un legame fortissimo con l’impegno in favore del dialogo tra persone provenienti da terre e culture differenti e di un necessario engagement che fa della parola e della scrittura uno strumento chiamato a non sottrarsi al suo dovere di presenza non solo in sede estetica, ma anche storica e politica.
L’engagement di Bergeret possiede una profondità storica (si vedano in questo caso la sua attenzione per i disegni di Tiziano o Michelangelo o per le partiture beethoveniane) che porta opere apparentemente lontane a dialogare sia fisicamente che idealmente tra di loro, una valenza politica che ne fa un atto incessante di vigilanza antifascista e di testimonianza memoriale, di attività antirazzista e, in sede estetica, di opposizione a qualunque forma di narcisismo e di vago, piagnucoloso o sentimentalistico spiritualismo.
Lo stesso atto fisico di Yves, quell’instancabile suo muoversi da borgo a borgo del Diois, quel suo cercare le persone per parlare con loro, quel suo vedere ciò che molti non vedrebbero (nel caso presente un libro, un catalogo, un disegno), quel suo parlarne e scriverne, lo stesso atto di prendere un’immagine e appenderla a un muro della casa (ma la casa di Yves è anche la concretizzazione visibile della sua mente, del suo pensiero, del suo sentire) sono sempre poesia in atto, una forma di entusiasmo e di slancio che sono la poesia mentre vive.