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Quaderni di Traduzioni (XLVII)

Quaderni di Traduzioni
XLVII. Ottobre 2018

Yves Bergeret

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Luthier
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Luoghi carichi di dignità

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Nell’esilio / Catania 3 agosto

NELL’ESILIO – inauguro oggi una rubrica dalla cadenza del tutto irregolare, il cui titolo ho voluto fosse ispirato al libro Doveri dell’esilio di Nanni Cagnone, nel senso che, da una condizione sia esistenziale che civile di “esilio” da un’ideale polis retta dai valori dell’amicizia, della bellezza, della libertà, osservo fatti, incontri, idee proprio al fine di ritrovare, per sprazzi e baluginii lo so, modi e motivi per trasformare l’esilio in luogo invece abitabile.

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Leggere, oggi

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Le voci di “Carena”

Questo pomeriggio a Catania, alle ore 18.00,
presso la Libreria Catania Libri di Piazza Giovanni Verga 2,
Yves Bergeret parlerà del suo libro “Carena“.
Presentazione dell’editore Alfio Grasso.
Introduzione di Antonio Devicienti.
Leggeranno in francese l’autore, in italiano Francesco Gennaro,
in altre lingue Elma Bandiera e qualche ospite.

Poema a due voci

Antonio Devicienti
Yves Bergeret

Del caffè di Châtillon-en-Diois
e di altri luoghi

Il barista ex-clown ex-trapezista
saprebbe raccontare centinaia di storie
se l’avventore, entrato per un caffè,
glielo chiedesse.

Chi guarda i muri foderati di sbiadito legno,
i tavoli degli Anni Cinquanta,
le fotografie in cornice da un circo
ormai dismesso
potrebbe intuire che quell’uomo sta, in realtà,
sulla soglia del poema.

S’intravede alle sue spalle,
tra la teca delle brioches e l’orologio a muro,
il tempo pendolare della scrittura.

C’è un torrente che irrompe
impetuoso da una gola rocciosa
come fa talvolta la scrittura
dopo lunghi tempi di secca e d’attesa
e il tempo si riapre in tempi
e i tempi fitti s’intrecciano,
vannerie della parola.

[…]

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Il fratello della tigre

Yves Bergeret

Il fratello della tigre

La piena ha sradicato gli alberi,
li ha distesi sui cumuli di ciottoli bianchi
ma lui, fratello minore della tigre,
risale il corso del torrente.

Fiotti di grida confuse, laggiù a valle.
Grida stridule che il vento
macina, rimescola.
Si tratta soltanto di bambini?
Si chinano su qualche vortice,
raccolgono nei loro berretti
un poco d’acqua che pure grida,
la trasportano, la versano sull’argilla del tratto in secca,
il vento gonfia le camicie aperte.

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Il paese di fronte

«Comme tous les arts, la poésie est essentiellement un mystère. Chaque tentative pour définir leur magie, se termine par un fiasco parfois ridicule, parfois brutal. L’explication d’un poème, c’est le poème lui-même, et il est indissolublement lié avec elle. Je ne me laisserai pas entraîner à essayer d’éclaircir certains vers, dont je ne sais pas moi-même exactement pourquoi je les ai écrits et où je l’ai lu.»

«Come tutte le arti, la poesia è essenzialmente un mistero. Ogni tentativo di definirne il fascino, si risolve in un fallimento, a volte ridicolo, altre cocente. La spiegazione di una poesia è la poesia stessa, alla quale è indissolubilmente legata. Non mi lascio coinvolgere dalla pretesa di chiarire certi versi, dei quali nemmeno io so esattamente perché li ho scritti o dove li ho letti.» (Jan Skácel)

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