Tutti gli articoli di fmrebstein

Sonnets, 13

…………….Peter Russell

…………………………………………Tratto da:
………………………………….This is not my hour
……………Edizioni del Foglio Clandestino, 2018

La guasta landa qui sempre pronta a parlarmi:
le malerbe il lunario, sì che non servano
almanacchi e orologi, per saper come volge
stagione, o i giorni propizi per cercar la rosa da siepe,
o piantare il porro dal grato sentore. Gastra, chiamano
queste barbare alture. È vero: Castra, sarebbe stato
fuorviante. Terre Gaste, direi. Senza una pastura,
una villa, lo squallore della rocca

che sovrasta olivi scheletrici e viti prostrate –
ciò ch’era un tempo coltura ora è un lotto selvaggio,
covo di cinghiali e di puzzole e talpe,
porcospini in scorribanda notturna,
e il falcone nel torvo assemblaggio di nubi:
che felice metafora, per l’anima intatta.

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Un’ampia scelta di testi da This is not my hour di Peter Russell, con traduzione, note e uno studio critico di Raffaello Bisso, sarà pubblicata in “Quaderni di Traduzioni“, LXVI, marzo 2021. La Dimora del Tempo Sospeso ringrazia l’editore, Gilberto Gavioli, per la gentile e preziosa concessione.
Invito i lettori di RebStein a procurarsi il libro di questo autentico maestro sconosciuto della poesia del secondo Novecento; un modo, oltretutto, per sostenere la piccola editoria indipendente di qualità e per permetterle di continuare a esistere e a operare.

Diario di balbuzie

………..Marina Pizzi

Avvelenata dal tempo la poesia
avvento sia la lapide
il desco nero della solitudine.
Sia cometa la condanna a morte
docile meta abbracciare l’angelo
l’angolo vile della casa trita.
Sunto di paradiso i polsi
ebete tondo essere vissuto
polvere e lacrime di minestra nera.
Col velo su la faccia di marmo
la madre spirata sembra giovane.

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……………………………………..Diario di Balbuzie di Marina Pizzi
………………………………sarà pubblicato in “Quaderni di RebStein“,
…………………………………………….Vol. LXXXII, marzo 2021.

La Musa Fedele

Le muse di Sanguineti sono personaggi innumerevoli, vari ed eventuali. La Musa del Chierico Rosso è la realtà stessa, che è sempre sorretta dall’ideologia comunista. E il comunismo ha la sua allegoria vivente nella memoria di Sanguineti: «si chiamava Fedele».

…………(Cliccando sull’immagine si può leggere
……………..e scaricare liberamente l’e-book)

Canzonacce

…………Giorgio Galli

Le strade del mondo

Chiunque Tu sia, Adonai
E ovunque il Tuo letto di morte
Guardaci sporchi di sabbia
Il sole ci cuoce addosso la pioggia

Qualunque strada, o Lord
Qualunque polveriera
Ci conduce allo stesso posto

A tappe forzate, in catene
Ci conduce allo stesso posto
Ho messo calce sui muri d’Europa
Ho riparato i tubi
Degli acquedotti dei secoli
Ho marciato sotto Atatürk, Berija, Assurbanipal

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Il tuo primo inverno

…………..Yves Bergeret

……..Il tuo primo inverno
……..(Ton premier hiver)

Verso la fine del tuo primo inverno
appoggiandoti al cesto di vimini che spingi davanti a te
cominci a muoverti in piedi da solo.

Il cesto è lieto di sentire la tua forza.
Scivola sul pavimento.
Scivola come una lunga canzone sul mare.

Tu e il cesto fate andare la vostra lunga canzone.
Essa risveglia il pavimento e la terra del giardino
che l’inverno aveva assopiti affinché recuperassero energie.

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Ninabyron #1

NINABYRON is an aperiodic e-magazine, styled by AnimaeNoctis & Lotta di Classico. No directors, but only two coordinators: Silvia Marcantoni Taddei & Massimo Sannelli. The polymorphous mission is a post-Fluxus way of being “merely [heartily] players” on this earthly stage: nonbinary life, multimedialism/multiculturalism, bodily & gentle anarchy, proud avantgarde & something else, like outspoken Epicureanism. This magazine is a stable, because we think we are unstable animals (among the other animals). NINABYRON is the anagram of nonbinary. Vision, Ecstasy and download are free.

……….NINABYRON #1 (March 2021)

I Trasparenti

“I Trasparenti o vagabondi luni-solari sono ai nostri giorni quasi completamente scomparsi dai borghi e dalle foreste dove non era difficile scorgerli. Affabili e spigliati, dialogavano in versi con l’abitante del luogo, il tempo di posare la loro bisaccia e di riprenderla. Il residente, con l’animo commosso, gli concedeva pane, vino, sale e cipolla cruda; della paglia se pioveva.”

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Volti negati, volti evocati

……..Giuseppe Zuccarino

…..Michaux: volti negati,
………..volti evocati

Nel suo romanzo I quaderni di Malte Laurids Brigge, Rilke attribuisce al protagonista, un giovane danese che soggiorna a Parigi, una percezione della realtà circostante che, a seconda dei punti di vista, può definirsi allucinata o capace di andare oltre le apparenze. Ciò vale anche per quanto riguarda il volto umano. In un passo sorprendente, Malte lo descrive non come una parte essenziale del corpo, ma come una sorta di maschera sostituibile: «Non mi sono mai reso conto, per esempio, di quanti visi ci sono. Di uomini ce n’è una quantità, ma di visi molti più, perché ogni uomo ne ha parecchi. Continua a leggere Volti negati, volti evocati