Tutti gli articoli di fmrebstein

Brownsville, Italia

“Mi opporrò con tutte le energie che mi restano a nuove leggi discriminatorie e razziali contro i rom.”
Liliana Segre

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Memorie praghesi

le désir est le fleuve doré qui nous roule,
rien ne fuit, rien ne meurt
mais entre nous prend source une fine lumière
quand retombe dans notre lit défait
la respiration apaisée du monde

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Le isole

Jan Skácel

Les îles

En mettant la nuit à l’envers
contre notre désir contre notre blessure
sous le ciel étoilé nous déshabillons le noir

Et même si le continent de notre espoir
devait être submergé
et que tout allait disparaître de même qu’un peu de vous

ne désespérons guère

De la mer du temps après nous émergeront
de nouvelles îles pour de nouveaux naufragés.

(Traduzione dal ceco di Jan Rubes)

Le isole

Mettendo a rovescio la notte
contro il nostro desiderio contro la nostra ferita
sotto il cielo stellato noi spogliamo il buio

E se pure il continente della nostra speranza
dovesse essere sommerso
e tutto scomparisse come anche un po’ di voi

non disperiamo affatto

Dal mare del tempo dopo di noi emergeranno
nuove isole per nuovi naufraghi.

Luce lontana

Lorand Gaspar

Lumière de loin

Je voudrais t’insuffler la fraîcheur
capillaire par capillaire
que t’enfantent le glissement de l’air
et le resserrement
des papilles          te faire des mots verts
au matin des mots
que tu aies envie de toucher de broyer
t’écrire avec les ongles dans l’âge paresseux
des roches
dans les yeux –
te convaincre de la terre.

Luce lontana

Vorrei soffiarti dentro la freschezza
capillare per capillare
partorita per te dallo scivolare dell’aria
e dal restringimento
delle papille       crearti delle parole verdi
nel mattino delle parole
che tu abbia desiderio di toccare di frantumare
scriverti con le unghie nell’età indolente
delle rocce
negli occhi –
convincerti della terra.

Tempo di riserva

Elio Grasso

Nota di lettura a:
Silvia Rosa
Tempo di riserva
Borgomanero, Ladolfi Editore, 2018

Silvia Rosa affronta le stagioni, con le loro esperienze subacquee e straniere, eppur vicine a noi umani che non sappiamo più farci da loro trafugare lusinghe lungo la spina dorsale. Preferiamo le vibrazioni elettroniche. Eppure del tutto spacciati non siamo, se al mondo vivono poeti femmine e maschi che guardano in alto viaggiando sulle attuali strade retiformi. Affronta le stagioni come la titanica e flessuosa Sylvia Plath affrontò quel gigante di Ted Hughes: mordendogli la faccia. Ancor prima di scrivere le future scintillanti ma nerissime poesie per lui. Poiché il morso è gesto atletico, anche Tempo di riserva lo è, tra momenti di concentrazione e gesti scaramantici e momenti in cui lo scatto muscolare (mentale) avviene. E avviene con sguardo ben puntato dov’è scrittura poetica e gonfia di vasi sanguigni, e dov’è l’altro che aspetta d’essere trapassato. Continua a leggere Tempo di riserva

A ognuno il suo Bolaño

Roberto Bolaño

I CANI ROMANTICI

A quel tempo avevo venti anni
ed ero pazzo.
Avevo perduto un paese
ma mi ero costruito un sogno.
E possedendo quel sogno
tutto il resto non aveva importanza.
Né lavorare né pregare
né studiare fino a notte fonda
insieme ai cani romantici.
Quel sogno dimorava il vuoto del mio spirito.
Una casa in legno,
nella penombra,
in uno dei polmoni del tropico.
Di tanto in tanto ritornavo dentro me
e facevo visita al sogno: una statua eternata
in liquidi pensieri,
un verme bianco che si contorceva
come in amore.
Un amore senza freni.
Un sogno dentro un altro sogno.
L’incubo mi diceva: crescerai.
Lascerai dietro di te le immagini del dolore e del labirinto
e dimenticherai.
Ma a quel tempo crescere sarebbe stato un delitto.
Sono qui, dissi, insieme ai cani romantici
e qui intendo restare.

(Tratto da:
Quaderni di Traduzioni“, XII, 2012)

Così muore mammina

Marco Ercolani

[Pagine rifiutate da Mia madre, musicista, è morta di Louis Wolfson e non confluite nel libro definitivo – violento atto di accusa contro la madre da parte del figlio schizofrenico. Wolfson è anche autore di uno scritto teorico, Le Schizo et les langues, amato da Gilles Deleuze.]

 

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La Biblioteca di RebStein (LXXIII)

Tegu dumno abada

La Biblioteca di RebStein
LXXIII. Giugno 2018

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Yves Bergeret

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Il tratto che nomina
Cap. VIII-XV
(2010, 2018)

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La Biblioteca di RebStein (LXXII)

Tegu dumno abada

La Biblioteca di RebStein
LXXII. Giugno 2018

etretatlibraryyq7

Yves Bergeret

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Il tratto che nomina
Cap. I-VII
(2010, 2018)

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Il tratto che nomina (I,4)

Teatro che, loro e noi, ci recitiamo
da una parte all’altra del muro,
con questa lingua segreta dell’invisibile
che ci divide e ci unisce.

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