Archivi categoria: massimo sannelli

Organic Pyx, Madame

Massimo Sannelli

Inizio neurodiverso

La neurodiversità nella cultura di massa.
Cos’è? Una condanna, uno strumento sociale, una moda… No! La neurodiversità nella cultura di massa è: c’è un bambino che disegna e riceve il merito di Picasso dell’asilo. Ci sono io che disegno, e vedo le famose cose che gli altri non vedono (?) e mi portano dal neuropsichiatra. E non è solo un fumetto di peluches parlanti (che è qui, nell’utero inventivo dell’Organic Pyx).
Era tutto nella mia realtà, quindi nella realtà. Ma da piccol* mi mancavano le parole per separare realtà e fantasia. Adesso che (per fortuna!) non sono piú piccol*, non credo nell’utilità di farlo. Il vaso delle meraviglie «o è composito o non è, semplicemente. O è duplice, triplice, molteplice o non è niente». La musica, il fumetto, le fotografie: tutto sta nel testo e fuori dal testo. Tutto quello che è detto è accaduto, e non è accaduto per provocare astio inutile. «I DON’T KNOW HOW TO PLAY AND I DON’T GIVE A HOOT!» esclamano Cobain e la mente Asperger, o meglio: non sappiamo giocare secondo le solite regole. Eravamo cambiati prima che cambiasse il mondo, ora non saremo piú «carne bullizzata». «Che tu sia Saffo o un vampiro, Baudelaire o un fenicottero, non dovrai sentirti sol* ». (Silvia Marcantoni Taddei)

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Jnterview

Jnterview is a real (video) interview.
Here Silvia wants Massimo to answer to her questions and to pay attention to the dramatic event of his double transition (he was raised with another religion and his own identity is openly nonbinary: his condition is not fictional, but is real; this means that he doesn’t talk as a character or a public person).
The body speaks by itself: like the circumcision that is (in the performer’s opinion) an opportunity to shed his blood like every female in her menstruations. The rain upon the tombstones and the performer is the counterpart of this blood. This bodily condition helped him to have a stronger consciousness of his nonbinary status. That’s why the transition of this person is double.
A very important task for Jews and Jewish communities is the comprehension of people with uncomplete Jewish roots, unusual lifestyles (but they don’t consider themselves as sinners) and nomadic mentalities. On the other hand, a nonbinary guy must pay respect to the different opinions about his condition. Orthodoxy and unusuality may coexist and talk.

Ninabyron #1

NINABYRON is an aperiodic e-magazine, styled by AnimaeNoctis & Lotta di Classico. No directors, but only two coordinators: Silvia Marcantoni Taddei & Massimo Sannelli. The polymorphous mission is a post-Fluxus way of being “merely [heartily] players” on this earthly stage: nonbinary life, multimedialism/multiculturalism, bodily & gentle anarchy, proud avantgarde & something else, like outspoken Epicureanism. This magazine is a stable, because we think we are unstable animals (among the other animals). NINABYRON is the anagram of nonbinary. Vision, Ecstasy and download are free.

……….NINABYRON #1 (March 2021)

Niímptem. Un diario

Massimo Sannelli

“La metrica è il vestito dei pensieri. Mentre voi interpretate il contenuto – perché le idee vi ossessionano, e a scuola vi hanno insegnato a cercare e parafrasare il contenuto – io cerco di interpretare il contenuto della forma. Esempio: nell’Orestiade di Eschilo c’è un epiteto, quindici volte, e Pasolini non lo traduce mai – e nessuno se ne accorge. Io penso che questa assenza formale abbia un contenuto. E che lo abbia di per sé, contemporaneamente al contenuto mitico e religioso dell’Orestiade e della sua traduzione. Ma questa assenza formale non è il contenuto parafrasabile, amato dalla scuola. Si tratta di un contenuto diverso.
Se la metrica è il vestito dei pensieri, non basterà descrivere gli accenti. La descrizione non è analisi, ma una tautologia. Per forza.
Se la metrica è il vestito dei pensieri, il vero contenuto non è quello che appare, ma i pensieri. E i pensieri sono segreti: quasi sempre inconfessabili. Si può scoprire che in un segreto – l’evidente assente – c’è un mondo ostile a the best minds of my generation. Solo cinquantotto anni per notare l’evidente assente: che cosa volete che siano? Abbiamo perso troppo tempo a fare gli scolastici, di contenuto in contenuto. E invece si dovrebbero riaprire le ostilità. Occuparsi dei contenuti è come fare diplomazia. Va bene. Ma sull’evidente assente si gioca una questione molto piú seria: nel caso dell’Ambiguo, il mitografo, si tratta di cose da mitologi.”

(Tratto da qui)

Traducendo Quevedo

Chiara Adezati
Massimo Sannelli

CON L’ESEMPIO DEL FUOCO
INSEGNA AD ALESSI,
PASTORE, COME RESISTERE
ALL’AMORE CHE PRINCIPIA

    Non sai? Piramidale e senza calma
    nella candela arde inquieta fiamma,
    e breve soffio tutta la trasforma
    in salma di una luce, in fumo cieco.

    Non sai? Sonoro ed animoso il fuoco
    arde vorace l’uno e l’altro ramo,
    e quando è poderoso il soffio l’arma,
    che alla fiammetta diede morte or ora.

    Cosí l’amore piccolo, l’implume
    con poca resistenza cade, Alessi:
    già lo fredda un oblio, già un’assenza;

    ma se l’attacco nella vena è un fiume
    vince con quello che prima lo vinse,
    e volge in alimento la veemenza.

(Clicca sull’immagine per scaricare il pdf)

FW 17-18 MEN’S COLLECTION

Massimo Sannelli

il matto ha l’oro in bocca. Tu lanci
il sesso e nascondi la mano! C’era
un volto, un re: c’era una volta
l’ora colata: è l’oro della bocca, è oro
orale. Definire il beato non si può:
c’era un volto, bianco e rosso, c’era un re, c’era
una volta lunga, ma è finita.

*

al seno della grande simmetria, alle parti reali
del coro, al senso dell’orecchio il pensiero si dedica;
il tratto duro ai buoni è dedicato; scrivilo,
cosí lo sai; e ai colori degli umani io dedico,
e a questa variante luminosa della mia
poverissima vita.

*

«corro sempre, non dormo. io non mi fermo.
a casa ti ascolto. a dopo, quando ti abbraccio: cosí».
PONTORMO: «lunedí feci la testa di quel putto,
martedí feci in casa non so che». Cosí apparve il mio
realismo: era una copia di copie, di miele; era abbondanza,
era giusta.

FW 17-18 MEN’S COLLECTION
76 poesie nuove.
Con 6 immagini di Chiara De Luca.
Lotta di Classico, Genova 2018.

Via degli occhi sporgenti

Massimo Sannelli

VIA DEGLI OCCHI SPORGENTI
Ai narratori di Pino Pelosi

     Questo non è un articolo su Pino Pelosi, vivo o morto. E nemmeno sul morto disadorno e sull’Ambiguo, l’amante di Pino. È un articolo su un meccanismo atroce: si tratta delle parole; e su un’impotenza generale: si tratta della ripetizione. Ed è rivolto ai narratori del primo e del secondo, come un testo polemico e non fraterno. Continua a leggere Via degli occhi sporgenti

Lotta di classico

Il duca è guida, divertire è eccesso,
e il suo libello viene dall’eccesso,
come i talenti della gioventú:
un angioletto non si trova piú,
una ninfa, un bambino, un certo amore
reale non ci sono, solo cose
e automi, istrioni, mimi e burattini,
e allora il fuoco amico se li mangia.


(Clicca sull’immagine per scaricare e leggere l’E-book)

(Lotta di Classico)

Mistica

J. Bousquet, Mistica

Joë Bousquet
Massimo Sannelli

Eco è veramente la dea del linguaggio poetico. Sull’opera che deve nascere, fa passare questo soffio lamentoso, desolato, in cui si eleva l’esigenza della vita fisica che si alimenta di uniformità e ripetizioni. Nel pensiero la vita vuole ritrovare la carne; ecco perché la poesia è il suo atto più alto: interiorizza la parola. E io pensavo a questo, è chiaro, quando ho scritto, in un quaderno di note che ho sotto gli occhi: «scrivere è trovare il cammino delle lacrime, scoprendo quello che si conosceva. Siamo separati dal mondo perché lo siamo da noi stessi; una ferita è proprio questa separazione, e se siamo feriti possiamo amare solo ferendo». Sono certo che esistano esseri di luce, e la loro mente annulla la distanza con la velocità. Tutta la realtà è il contenuto del loro pensiero. (Joë Bousquet)

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Ultime glosse sull’Ambiguo

Massimo Sannelli

Io non so chi ha ucciso Pasolini. Alcuni nomi sono stati nominati e pubblicati: segno che questi nomi non sono più essenziali. Pino Pelosi (Io so… chi ha ucciso Pasolini, Vertigo 2011) scrive di sapere chi ha ucciso Pasolini, non sa perché sia stato ucciso, e il punto è questo. Mazzoni, Riccio e Ruffini pubblicano Nessuna pietà per Pasolini (Editori Riuniti, 2011), in cui appare una pista catanese, contemporaneamente marchettara e neofascista (e il libro ha il merito di riesumare una buona testimonianza sul “ragazzo biondo”, ultimo compagno, che non è Pelosi).

Fino ad oggi, Pasolini è morto per rabbia sadomaso, per il petrolio di Petrolio e per l’ENI, per eliminare il Tiresia corsaro, per una rapina finita male; e poi: per caso, senza moventi e senza scopo, come sostiene Pasquale Misuraca; per programmazione mitica, come sostiene Giuseppe Zigaina; per gelosia intellettuale, come in Ho ucciso un poeta di Giovanni Heidemberg (Pequod, 2005).

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Scuola di poesia

Massimo Sannelli

Le intemperanze saranno lette bene da chi ha orecchio: si tratta di cambi di intonazione, cioè di umore. Non c’è molto rigore, nemmeno nell’ortografia, e il lettore dovrà creare il suo ordine, liberamente, spezzando – si può fare – la serie dei frammenti. Dopo le parole in Rete, c’è stata una prima edizione sulla carta (Wizarts, 2010): qui è stata stravolta (tagliata e allungata), abbattendo – soprattutto – i suoi limiti interni. La scuola ha un corpo nuovo, forse più adulto ora.
     La coesione della docenza e della decenza ha portato alla nascita e alla chiusura della scuola nella Rete: per una violenta carità la scuola è apparsa, per una violenta carità ha abbandonato Internet. Per questa scuola ho perso il primo dei miei amici e il secondo dei miei maestri: il primo ha chiesto di non essere nominato nel «sottobosco», il secondo ha rinnegato il «capofila», perché non è più «oscuro». Continua a leggere Scuola di poesia