In hora mortis

Thomas Bernhard

Perché temo il mio invecchiare
la mia morte che mi assale
il grido?
Me temo Signore
temo la mia anima
e il giorno che mi sorregge al muro
e mi dilania
Signore
me temo
temo già la notte
che sta dinanzi ai villaggi
e dietro la casa
che nelle mucche strepita
e danza con le stelle
Dio me temo
al Tuo cospetto
al cospetto della mestizia
che mi lacera la bocca
temo Signore
la mia tomba
e il mio destino nell’oscurità
la morte Signore.

(Traduzione di Luigi Reitani)

(Continua a leggere qui)

2 pensieri riguardo “In hora mortis”

  1. Mi ritrovo nell’urlo iroso a un Dio silenzioso. Sono molto vicina al sentimento espresso dal poeta. L’articolo è prezioso.
    Mi preme dire però che la devozione fa parte della Fede la quale è un esperienza personalissima e insindacabile. Mi discosto dal commento riportato sotto l’articolo: non arricchisce il lettore e forse appiattisce il tutto al mero giudizio cosiddetto “soggettivo”. Quando ci si scontrerà col fatto che il Soggetto non esiste? Scendiamo giù dai troni e mettiamoci un cavatappi, o una pecora..una foglia.
    Mi scuso per l’intrusione.

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