Nino Iacovella: La donna del lago (inedito)

La donna del lago

La testa snodata, infinita del sogno
che nuota nell’acqua scura del lago

Ci si desta sempre quando lo scenario non coincide,
ma adesso non ci sono risvegli ad attendere

ed è un abisso il fondale delle notti

“L’amore è bello solo se è vero amore” scriveva Gabriella
come se le parole riemergessero a galla,
un colpo di pistola, la testa bucata nel sonno
un corpo alleggerito dalla morte che risale
con il pigiama, le mani legate, i piedi senza scarpe

Il sogno non distingue appieno la natura degli ostacoli
se tronco, pietra, corpi, come un pesce nuota

con occhi divisi e contrapposti
per guardare l’intero spazio, profondo
degli uomini che vanno a morire

Il sogno guarda, sgrana la catena che oscilla
come un’alga sul fondale, un cordone ombelicale
che arriva sino alla donna affiorata sul limbo dell’acqua,

Il corpo di lei era avvolto con un telone di plastica bianca,
legato in tre punti con cinghie da tapparella
appesantito da tre blocchi di cemento armato
ai quali il suo uomo l’aveva incatenata

Dicono che i circuiti neurali durante le notti
s’illuminano, arabeschi di luce, fuochi d’artificio
in un giorno di festa,
e qui la pietà è un filo che non si spezza

dalla nuca come un sogno che entra nel sogno,
il proiettile cambia sembianze, non è più un cuneo di piombo,
ma la macchia nera che vediamo quando si guarda in faccia il sole

ed è un attimo, quell’attimo di grazia
che oscura l’esplosione del colpo
e le nasconde l’arrivo della morte

inedito da Madre della violenza (La Parte arida della pianura)
Omicidio di Cernusco

 

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15 pensieri riguardo “Nino Iacovella: La donna del lago (inedito)”

  1. Grazie Antonio e grazie Francesco per la pubblicazione di questo inedito. D’altronde qui sono nato: i miei primi testi apparvero sul web proprio sulla Dimora.
    Nino

  2. Complimenti. Empatia assoluta con la vittima, realismo nei dettagli, zero retorica. Mi rammenta “La seconda voce” di Gabriela Fantato, coi suoi drammatici apocrifi di donne vittime di violenza, e la limpida denuncia a bassa voce di certe poesie del caro Christian Tito…

  3. “Non sono riuscita a Commentare sul sito, quindi ti scrivo qui quanta delicatezza sei riuscito a tirare fuori da un fatto di cronaca così tragico e crudele. Scrittura misurata che lascia a riflettere dinanzi all’orrore senza il voyeurismo cinico della curiosità morboso-maniacale della spettacolarizzazione cronachistica. Davvero molto bella.”

    Natàlia Castaldi

  4. E’ difficile fare poesia con la cronaca, che stampa il fatto nero su bianco senza troppa pietà e a volte, anzi spesso, si nutre di sentimentalismi a buon mercato per alzare le vendite: ” ‘L’amore è bello solo se è vero amore’ scriveva Gabriella”. E’ difficile coniugare la lingua della cronaca con l’idea stessa della poesia. Almeno così può sembrare. Un Cardenal ci riesce molto bene e anzi approfitta dell’asetticità vestita da fiaba di molto giornalismo per incanalare l’occhio del lettore in un mondo altro, quasi iperrealistico, di ghiaccio. E’ quello che mi sembra di vedere nelle nuove poesie di Nino, in particolare in questa. M’è venuto in mente il ghiaccio perché, come nella Donna del lago, ogni cosa sembra paralizzata in un fermo immagine che, attimo dopo attimo, si scompone fino ai minimi termini, lasciando uno spazio. In questo spazio, Nino riesce a incastrare l’immagine esatta che contrasta con l’asciuttezza del linguaggio e illumina questi meravigliosi “arabeschi di luce” che una morta vede mentre affonda nell’acqua. Aldilà del fatto di cronaca, terribile o meno che sia, la bravura di Nino in queste nuove poesie non sta nel solleticare il sentimento del lettore ma nel tenerlo inchiodato alla pagina con questo continuo entra-ed-esci da linguaggi di mondi diversi, che si intersecano e ne creano un altro, e un altro ancora, e così via all’infinito. Una delle cose che la poesia è capace di fare. Grazie, Nino. Il tuo amico, Massimiliano.

    1. Ho conosciuto Massimiliano il 26/04/2012, data della dedica sulla mia copia di “Poesia come pietra” una raccolta prefata da Carlo Bordini con queste parole: Damaggio ha un’attrazione fortissima per la realtà.” Già, Max, noi siamo fratelli anche perché condividiamo lo stesso sguardo verso la realtà che ci circonda.
      Grazie per la tua amicizia.
      Nino

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