Breve saggio balbettante (Port Bou: dedicato a Walter Benjamin)

 

 

 

 

studiare:………………..conoscere:……………….capire

e quegli occhi miopi dietro le lenti rotonde vedevano meglio e più in profondità; lo incontravi nella sala di lettura della Bibliothèque Nationale (scriveva di  rues,  boulevards, passages) contemporaneo ed epigono di Baudelaire – sodale e lettore di Baudelaire

studiare:……………….conoscere:……………….capire

questo è necessario perché è violento il ventre della storia (l’ascensione d’un violinista al cielo dentro il fumo del forno): il cielo a Port Bou, a Berlino, a Parigi (da qualche parte accade sempre che un caneuomo viene spinto bocconi sul marciapiede: lo sparo alla tempia)

studiare:……………….conoscere:……………….capire

quanto sei distante, dimmelo – quanto sei avversa sanguinosa storia al mio vivere; tu, sanguinosa storia, accadi malgrado e contro il mio pensare che studia, conosce, vuol capire:

c’è una valigetta dispersa nell’angoscia a Port Bou.

studiare:……………….conoscere:……………….capire

e tradurre

ma a Port Bou s’arriva sempre tardi sempre un attimo dopo un maledetto attimo dopo e avvicinarsi all’origine (ch’è perduta) e scandagliare sfuggenti risultanze del linguaggio e tradurre volgendo il dire per di qua verso la sorgente (rileggi Hölderlin: Andenken: andando, sempre andando per di là verso il confine) (Mandel’štam a Voronež fa esperienza della scrittura ultima, l’ultima prima della cancellazione del corpo) (e lo sa)

se a Port Bou talvolta nevicasse tradurrei la neve in preannuncio di sterminio e in un negozio d’ottica a Berlino una montatura metallica con lenti rotonde traduce l’assenza della presenza di Benjamin

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(c’è ancora una valigetta dispersa nell’angoscia a Port Bou)

studiare:……………….conoscere:……………….capire:

e nella bocca la secchezza di quando monta l’angoscia.

I fascismi s’impossessano della mente e della lingua : che nella scrittura sia difesa la lingua dove abita l’uomo, dove la sua casa ha un tavolo per spartire il pane.
Se la pioggia di Berlino è sfilacciata di brandelli riarsi di libri il mite studioso costretto al coraggio raccoglie in due affaticate valigie manoscritti dove la lingua, bellissima (venera, tra i molti, il nome di Gotthold Ephraim Lessing e di Georg Christoph Lichtenberg) bellissima la lingua, la lingua tedesca s’inabissa a toccare il pozzo buio del secolo

studiare:……………….conoscere:……………….capire:

: la borsa, vuota, a Port Bou  chiede a noi ragione e una presa di posizione politica.

studiare:……………….conoscere:……………….capire:

i manoscritti stratificazioni di pensiero (stratificata Berlino che deve lasciare) (stratificata Parigi complessità dell’esserci e dell’abitarci)

ich Auswanderer ich Migrant
respinto alla frontiera
moi l’émigrant moi l’étranger

si porta nella borsa i manoscritti e tesi di filosofia della storia: la bellezza costruita sulla schiavitù di milioni e incrociare sguardi non sai se di sospetto o di paura – una camionetta stipata di corpi e il sudore degli altri addosso e il proprio sudore tra le dita dell’abbandono oppure il passo montano di notte, lupi armati tra gli alberi (l’odore della storia è un misto di sangue nel gocciolatoio del macello comunale e carne macerata nel salso delle acque territoriali)

studiare:……………….conoscere:……………….capire:

a Port Bou la stretta finale, a sé stessa fedele la catena dei respingimenti.

2 pensieri riguardo “Breve saggio balbettante (Port Bou: dedicato a Walter Benjamin)”

  1. La crudeltà del respingimento, allora come ora; e l’America era allora la salvezza. Non ebbe neanche il tempo di scrivere le ultime parole che avrebbero potuto avvoggerlo come nuvole, Benjamin a Port Bau ..
    Grazie per questo triste ricordare.

  2. Port Bou, ovviamente. Ma forse scrivendo Bau, pensavo all’Uomo nero, il Bau Bau e, nella rete di ricordi e pensieri stimolata da questo bello scritto di Devicienti, l’Uomo nero dava forma alla violenza nazista che da lì a poco avrebbe infiammato e distrutto l’Europa intera.

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