La lavanderia (di Rocco Brindisi)

Scendo in lavanderia con un bustone di panni. Mi porto le “Lettere di Don Milani” per ingannare l’attesa e perché questo libro è una delle letture più avvincenti di questi ultimi mesi: la bellezza dolorosa della lingua, l’ostinazione, fraterna, a ragionare sulle parole, sui fatti. Don Milani è malato, costretto a letto, è lì che scrive, credo usi un quaderno, immagino grande, e una biro. Il suo amore, testardo, per i poveri, per i dannati della terra.
 
La lavanderia è aperta, come ogni giorno, fino alle 10 di sera. Prima ancora di entrare, noto due persone, moglie marito, alle prese con un paio di macchine: lavaggio e asciugatura. La donna, cinquantenne, su una sedia a rotelle. Bionda, una benda sull’occhio sinistro. Una bella faccia. Si dà da fare con una catasta di panni, nessuna malinconia nelle mani, gesti decisi e un alone di allegria che viene da lontano. Il frastuono delle vasche. L’uomo le sta accanto, fa la sua parte; un signore piccolo, una faccia rotonda, lo sguardo buono, che trasforma questo rito in una sorta di gioco amoroso. Che ci sia un testimone fa risplendere il loro pudore. Penso che la benda sia qualcosa di temporaneo. Voglio sperarlo. Esco a fumare sulla soglia, l’uomo è vicino a me e, improvvisamente ride, parla da solo e ride. Sta imitando un attore che conosco, la sua voce. Gli dico che è bravo e ne sembra felice. La moglie, intanto, tira fuori un lenzuolo dall’asciugatrice, lo piega; nel piegarlo cade dalla sedia e sbatte con la testa su una delle macchine. Non si lamenta; io e il marito corriamo a soccorrerla, la rimettiamo seduta. Di solito, in una situazione come questa, il primo gesto di una donna è quello, misterioso, di riavviarsi i capelli. Lei non lo fa, né sembra mortificata dall’incidente. Forse lo é, teneramente. Riprende altri panni. Io e il marito torniamo sulla porta. E lui, tranquillo, mi racconta di altre imitazioni, mi fa sentire altre voci, sorride, dice di aver fatto cabaret, un cabaret amatoriale per un decina di anni.  [Rocco Brindisi]
 
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1 commento su “La lavanderia (di Rocco Brindisi)”

  1. Lei guarda il mondo con un cuore colmo di rispetto e ciò che scrive, e come lo scrive, mi fa sempre stringere il cuore. La ringrazio.
    (e Lettere a Don Milani è sempre sul mio comodino; c’è l’Umanità intera in quel libro).

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