Il pezzullo di db (XVII) – DE GOAL

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DE GOAL

                                                           Torino, 1 Gennaio 2000

All’alba del terzo millennio l’Italia, una nazione la cui identità culturale e civile risale all’inizio del primo millennio cristiano – come testimonia la decisione di Augusto di rinominare il Praefectus Urbis in Praefectus Italiae – dopo aver riconquistato da poco più di un secolo l’unità e l’indipendenza, corre oggi il rischio gravissimo di perdere la coscienza di questa sua identità. Tale prospettiva di declino è la conseguenza diretta della collusione che per oltre un cinquantennio ha unito in un patto, prima sotterraneo e poi palese, la sinistra cattolica e il Pci, inizialmente associati per strappare la guida del governo ai partiti risorgimentali, poi complici nell’impedire che venissero offerte alternative al popolo italiano. Fin dal processo di elaborazione della costituzione repubblicana i clerico-marxisti si erano adoperati per introdurre germi destinati a vanificare gli effetti costruttivi dei principi liberali con un disegno antinazionale di cui solo oggi avvertiamo la carica disgregatrice. Ed è sempre a questo impianto costituzionale volutamente, fin dall’origine, equivoco e ambivalente, che va attribuita la responsabilità della maggiore alterazione nella vita democratica in Italia: l’inquinamento politico della magistratura. Come ha dimostrato De Grulle, una costituzione liberale e democratica non può essere concordata con gli avversari della liberal-democrazia: essa può e deve essere loro imposta affinché imparino il corretto uso della libertà e del metodo democratico. Presidente Berlusconi, oggi soltanto Lei è in grado di costruire una grande maggioranza su un progetto di società che deve trovare il suo aspetto più qualificante proprio nel testo di una nuova costituzione.

Edgardo Sogno(*)

                                                         Arcore, 10 gennaio 2000

Con grande lungimiranza, sin dal primo dopoguerra Sogno comprese che i valori fondamentali della democrazia liberale non si sarebbero potuti affermare se non si fosse superato il “vizio d’origine” della nostra Repubblica, di quel compromesso con i valori e i metodi del comunismo che fu imposto dalla tragedia del fascismo e della guerra. La crisi morale, istituzionale, politica, giudiziaria, nella quale si trova il nostro Paese – unico caso in Occidente e nel mondo civile – è la conferma che aveva ragione. Egli si appella oggi a Forza Italia e al suo leader affinché perseguano un progetto forte di riforma costituzionale liberal-democratica, sul quale raccogliere il consenso della grandissima maggioranza degli italiani, che si identificano nei valori della libertà, di democrazia, di rispetto dei diritti individuali, dell’autentica solidarietà, che sono propri della nostra tradizione umanistica e cristiana. Noi raccogliamo l’appello di Sogno, che nelle ultime elezioni politiche si è presentato come candidato di An a testimonianza di cosa significhi un’autentica riconciliazione nazionale. Questa legislatura come “legislatura costituente” è fallita perché i partiti neocomunisti, postcomunisti, e loro alleati, non vogliono che l’Italia abbia queste istituzioni. Essi sanno che il solo modo per mantenere il potere è di violare sistematicamente la democrazia rappresentativa per mezzo del trasformismo politico, lo Stato di diritto per mezzo della perversione della giustizia penale a strumento di eliminazione di partiti avversari, le regole dell’economia di mercato per mezzo di una legislazione punitiva dei ceti produttivi dai quali la sinistra non riceve consenso elettorale. Sogno chiede di scegliere a favore del cambiamento. La nostra risposta è che Forza Italia è nata dal cambiamento, e che non può che essere forza di riforma radicale della società e delle istituzioni. Il fatto di costituire la maggiore forza politica del Paese ci impone di essere responsabili e moderati. Ma sbaglia chi scambia questa nostra moderazione, che è segno della nostra forza morale, con una disposizione a venire a compromessi sui principi.

Silvio Berlusconi(**)

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(*) To 29.12.915-To 5.8.200
(**) Mi 29.9.936-Mi 5.5.201
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Foto:
Un’immagine esclusiva della riunione ministeriale in cui è stato varato il Decreto Legge Alfano.
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