I paesaggi nascosti di Georgina Spengler

Rosa Pierno

Quadri che realizzino una relazione con la natura in cui verrebbe voglia di allungare le mani e di scostare le fronde per vedere il panorama, di portarsi in una posizione in cui si veda la linea dell’orizzonte o si scorga l’effettiva profondità sono di fatto inusuali. Se il verde, vellutato e profondo, determinato dalla riflessione delle piante, mobilissimo e fremente di vento, trasportato da acque che sgorgano con virulenza o serpenteggiano con indolenza, parrebbe situarci in una modalità di rapporto con la natura che almeno dal ‘700 è stata insistentemente esperita, è anche vero che, oggi, la relazione con la natura è ridivenuta problematica e di strategica importanza per la costruzione della nostra identità. Continua a leggere I paesaggi nascosti di Georgina Spengler

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