Letteratura Necessaria – Voci del Novecento (V)

ipocalisse

Nanni Balestrini

 

Testi
(a cura di Enzo Campi)

 

TAPE MARK

La testa premuta sulla spalla, trenta volte
più luminoso del sole io contemplo il loro ritorno,
finché non mosse le dita lentamente e mentre la moltitudine
delle cose accade, alla sommità della nuvola
esse tornano tutte alla loro radice e assumono
la ben nota forma di fungo cercando di afferrare.

I capelli tra le labbra, esse tornano tutte
alla loro radice, nell’accecante globo di fuoco
io contemplo il loro ritorno, finché non muove le dita
lentamente, e malgrado che le cose fioriscano
assume la ben nota forma di fungo cercando
di afferrare mentre la moltitudine delle cose accade.

Nell’accecante globo di fuoco io contemplo
il loro ritorno quando raggiunge la stratosfera mentre la moltitudine
delle cose accade, la testa premuta
sulla spalla, trenta volte più luminose del sole
esse tornano tutte alla loro radice, i capelli
tra le labbra assumono la ben nota forma di fungo.

Giacquero immobili senza parlare, trenta volte
più luminosi del sole essi tornano tutti
alla loro radice, la testa premuta sulla spalla
assumono la ben nota forma di fungo cercando
di afferrare, e malgrado che le cose fioriscano
si espandono rapidamente, i capelli tra le labbra.

Mentre la moltitudine delle cose accade nell’accecante
globo di fuoco, esse tornano tutte
alla loro radice, si espandono rapidamente, finché non mosse
le dita lentamente quando raggiunse la stratosfera
e giacque immobile senza parlare, trenta volte
più luminoso del sole cercando di afferrare.

Io contemplo il loro ritorno, finché non mosse le dita
lentamente nell’accecante globo di fuoco,
esse tornano tutte alla loro radice, i capelli
tra le labbra e trenta volte più luminosi del sole
giacquero immobili senza parlare, si espandono
rapidamente cercando di afferrare la sommità.

(Poesia combinatoria composta con l’ausilio di un calcolatore elettronico – 1961)

 

***

 

anche se sembra
sparita se
nero spenge e
tutto finisce per
perdersi senza
fine ma
quante parole
rifioriscono incessanti
il giardino dipinto
pippoli ad esempio
il melone
vada come vada
indelebile
e soprattutto e

 

*

 

questo è tutto
per ora
in questo momento
è come se
fossimo già
invece siamo
appena
e ciò che è
più strano è
che uno non se
lo immagina bene
dove potrebbe
essere arrivata
la lunga attraversata

 

*

 

sotto o più sopra
che attraversando la
a fuoco un po’ più
là senza
ricordare quel
giorno quella volta
più sotto un po’
intorno non c’erano e
lineamenti dissolti
c’erano forse
l’azione della luce
orizzontale precipita
l’ultima volta
immobile e attesa

 

*

 

non c’è più niente
quasi nemmeno lo
specchio lo
guarda qui e
metti meno di
un minuto
per perdere
tutto perché
tutto sembra e
disfandosi
il tempo appena
uscire di
non vedo niente e
partire

(Sonetti tratti da Ipocalisse, Scheiwiller, 1986)

 

***

 

Cuore

 
artificiale
operazione a
aperto
nobile generoso delicato
tenero puro
l’intimo il profondo l’abissso del
i moti la voce i palpiti del
amico donna del
abbondanza del
persona di buon
di buon
di
di tutto
con tutto il
col
in mano in
suo contro
avere un
di tigre
di ferro di pietra
di ghiaccio col pelo
sulle labbra
nello zucchero
libero
avere qualcuno una spina nel
avere a
qualcuno avere in
di fare qualcosa
dare donare il
rubare prendere il
a qualcuno dar nel essere nel
a qualcuno stare a
a qualcuno
sentire stringersi allargare il
sentirsi piangere ridere il
sentire un tuffo al
ridere di
struggersi il
mangiarsi rodersi il
mettersi il
in pace
mettersi porsi in
qualcuno
mettersi una mano sul
prendersi a
toccare il
arrivare al
leggere nel
aprire il proprio
spezzare trafiggere
strappare schiantare il
di poco
perdersi di
farsi
pigliar
non gli regge non gli basta il
l’atleta la squadra ha gareggiato col
un
semplice un nobile
di leone di coniglio
solitario
affari pene di
si strinse il figlio al
sopra l’altare c’è un
d’argento nel
città della notte
dell’estate del legno di lattuga
della foresta della pera
di mare di maria
occhio non vede
non duole
malattie del
muscolo del
cavità del
contrazione dilatazione del
esame del
trapianto del
finché il mio
batterà
asse di
del problema del dibattito
accettare acconsentire di buon
ascolta il tuo
mi batte il
in festa
viene dal
va dritto al
il segreto del suo
mi manca il
dal fondo del
parla al
parlare a
aperto
aprire il proprio
a pezzi
in alti i
ci andò di buon
dal fondo del suo
nel segreto del suo
mio!

(Tratta da Sfinimondo, Bibliopolis, 2003)

 

***

 

A Corrado

 
attraversato tutto in modo leggero
c’è come un taglio che avviene
c’è un aspetto straordinario
che ha riversato nella sua poesia

che lui aveva in maniera totale
che pochi anno
che resta e che resterà
come dobbiamo ricordare questo poeta
come è sempre stato

come era lui come persona
come puoi descriverlo
come un grande dilettante
con una grande individualità

e fino al momento della morte
enorme vitalità
era corrado e basta
fatto poesia prosa teatro

pittore un grande disegnatore
ha attraversato tutti i generi letterari
i diversi generi in cui ha fatto
il gioco continuo del linguaggio

il suo contributo e la sua specificità
importanti proprio sul piano della
in questi ultimi trent’anni
individualità vitalità e freschezza

l’ironia la giocosità
la freschezza della sua personalità
la sua grandezza
la valutazione viene poi nel tempo

la vitalità che ha trasmesso
letteratura spettacolo e l’opera visiva
materiali e carte usate
meno si presta a una collocazione

molto rara nella letteratura italiana
nella produzione poetica degli ultimi
non ha mai voluto mescolarsi nei
non ha potuto esprimersi abbastanza

non si presta a nessun accostamento
questo vuoto lasciato
questo uomo allegro ironico
riversato nella sua poesia

si crea anche un pieno
si formano delle visioni complessive
straordinario della sua vivacità
un discorso unico che circola fra

una caratteristica molto rara
una maniera trasversale
una sua originalità che
un vuoto lasciato pieno

(Prefazione a Corrado Costa, The Complete Films, Le lettere, Firenze, 2007)

 

***

 

seleccione su espectáculo
una estética increible
pero ¿comprendemos su lengua su mensaje?
pero no conduce a ningún sitio
no responde a ninguna realidad concreta
pero nadie se atreve a pronunciar una palabra
pero este alivio no dura
cuando pasemos de ser un dolor
vigilando a su público y a su representación
a males mayores que los que hemos sufrido nunca
tenemos bastantes testímonios de ello
¿cuáles son los problemas de los hombres?
cómo puedo pasármelo bien
cómo poseer la piedra
cómo disfrutar
cómo saciarme
cómo producir piedras
que sirvan para nuestra diversión
sin la busca de un realismo total interno
estamos ya en el momento culminante de la obra
entonces el hombre buscará una respuesta
a sus preguntas en la política

 

*

 

selezioni il suo spettacolo
un’estetica incredibile
ma comprendiamo la sua lingua il suo messaggio?
ma non porta da nessuna parte
non risponde a nessuna realtà concreta
ma nessuno si azzarda a pronunciare una parola
ma questo sollievo non dura
quando passeremo dall’essere un dolore
vigilando il proprio pubblico e la propria rappresentazione
a mali maggiori di quanti mai sofferti
abbiamo abbastanza testimonianze di questo
quali sono i problemi degli uomini?
come posso star bene
come possedere la pietra
come godere
come saziarmi
come produrre pietre
che servano al nostro divertimento
senza la ricerca di un realismo totale interno
siamo già nel momento culminante dell’opera
allora l’uomo cercherà una risposta
alle sue domande nella politica

(Da Tres canciones con movimiento para Joaquin, scritte a quattro mani da Nanni Balestrini e Corrado Costa, in castigliano, per l’amico Joaquìn Jordà nel 1972. Il corpus comprendeva 30 poesie, pubblicate poi in Italia nel 1978 (Exit edizioni), con un’opera di Claudio Parmiggiani.  Solo nel 2006 alcune poesie sono state tradotte in italiano e inserite nel catalogo del Torino Film Festival. La poesia qui riprodotta è estratta da Corrado Costa, The Complete Films, Le Lettere, 2007)

 

***

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