4 pensieri riguardo “La Biblioteca di RebStein (XXVIII)”

  1. Cara Liliana, ritrovo in quest’antologia ben curata da Francesco la pienezza della tua forza espressiva e la fedele rappresentazione diacronica delle diverse riflessioni (entro un manifesto poetico sempre più unitario e consapevole) alla base del tuo lavoro. Per me, come sai, una piacevole rilettura; per alcuni che si avvicinano ora, auspico, una fulminante scoperta.
    Ad maiora e ancora auguri.

  2. Ho il piacere di condividere con i lettori questa nota che pubblico dietro autorizzazione dell’autrice.
    ” Carissima Liliana, finisco ora di leggere la tua bella antologia e ancora mi congratulo con te per averla fatta. E’ un lavoro che consente di conoscere tutti gli aspetti della tua ricerca, non solo poetica ma anche teatrale. Leggendo, ho colto al meglio, questa unità indissolubile (poesia/teatro) che connota la tua opera. Opera che, pur nella sua vastità, mantiene un’unità costante, sia nei temi essenzialmente trattati, sia nel linguaggio, filologicamente interessantissimo. Non solo per la ricchezza lessicale ma anche per la sua particolare struttura interna, che risente delle istanze sia d’una ispirazione lirica (privata) sia di un allargamento verso la dimensione teatrale (pubblica).Hai la fortuna di vivere a Firenze dove, per male che vadano le cose, la cultura troverà sempre il suo nido e un libro come il tuo ( insisto con ” libro” nel senso più antiquato del termine) troverà sempre una risposta. Auguri carissimi per l’ anno appena iniziato: che sia nel segno del dialogo, della tolleranza, della carità, della bellezza sopratutto. Con affetto sincero. Anna Ventura.”

  3. Ancora vorrei condividere il Commento( parziale) di Maria Pia Moschini che pubblico con il permesso dell’autrice:
    L’opera complessiva dell’autrice inaugura un percorso di ricerca e sperimentazione che non cade mai in contraddizione, se per contraddizione si intende negazione del Sé, si avventura invece in luoghi inesplorati per FARE LUCE su argomenti.
    Viene così avanti un mondo complesso e stratificato, un inseguirsi di tematiche che si evolvono in maniera autonoma e distinta ma che conservano l’impronta originaria, il soffio d’anima che è l’essenza del poeta.
    Il titolo dell’Antologia: “ Ironia dell’ombra”, porta in sé l’enigma di una vita tutta dedita all’impegno sia esistenziale che intellettuale. L’autobiografismo però si delinea implicito, non assume i toni della narrazione diaristica ,escluso un libro bellissimo : “L’ultima madre e gli aquiloni” in cui il dolore della perdita è reso tangibile. Nelle altre raccolte Liliana Ugolini esplora il mondo esterno proiettando su di esso il suo pensiero che illumina e trasforma la realtà in una visione quasi filmica d’insieme. I cinque sensi si articolano in una dinamica corporea che va oltre la concettualità , produce suoni, odori, percezionianche gustative e tattili perché trascinano il lettore in quegli invisibili motivi che hanno dato origine ai contenuti. Maria Pia Moschini.
    (Si può leggere il seguito sul sito http://www.lilianaugolini.it ironia dell’ombra )

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