Troppo presto

VARSOVIA

Uberto Stabile

Una poesia diretta ed immediata, un linguaggio secco e fratturato che però sa aprirsi ad immagini e considerazioni estremamente profonde che derivano da una grande capacità di ascolto per la vita e le persone: in questo la poesia di Uberto Stabile corrisponde esattamente al suo autore, da anni attivo in una intensa opera di divulgazione della poesia in lingua spagnola su entrambi i lati dell’Oceano Atlantico. Una poesia che deve sicuramente parte della sua ispirazione alla tradizione beat, come del resto l’autore non fatica ad ammettere, ma che nel tempo ha tracciato una strada assolutamente personale, sia perché ha infuso un calore tipicamente latino nel dettato beat, sia per motivi legati alla maturazione anagrafica e personale. I tempi della ribellione fine a se stessa sembrano infatti decisamente lontani: Uberto Stabile, partendo dal rifiuto delle convenzioni precostituite, sembra infatti portare avanti una sfida costruita sull’impegno diretto, sulla coscienza civile e sociale, a cui deve corrispondere anche sul piano personale una coerenza assoluta sul piano dei sentimenti e del rispetto umano. Da tutto questo deriva una poesia in cui spessore personale e letterario vanno di pari passo, e dove anche le emozioni più dirette, come lo stupore o l’amarezza, hanno il sapore di un diritto conquistato vivendo.

Uberto Stabile è nato nel 1951 a Valencia, e dal 1991 vive a Huelva. Ha pubblicato numerose raccolte di poesia, undici delle quali sono state raccolte nel volume Habitacion desnuda: poesia 1977/2007 (Teneriff, Baile del Sol, 2008), ed ottenuto diversi riconoscimenti nazionali ed internazionali. Ha fondato il festival ispano-portoghese Palabra Iberica, e organizza a Huelva il Salone dell’Editoria ibero-americana.

Le poesie sono tratte dalla pubblicazione Cien días de mayo, Homoscriptum (Messico 2006), nella traduzione di Elisenia Gonzalez. Le fotografie sono di Uberto Stabile.

Testi

DEMASIADO TEMPRANO

No puedo dormir muchas horas seguidas.
Procuro levantarme sin hacer ruido.
Los niños todavía duermen.
Preparo café y enciendo un cigarro.
La cocina es fría como el invierno
y llueve,
y el agua moja la ropa que tendimos ayer,
y es inútil recogerla,
como inútil es volver al trabajo
recuperar una oportunidad
o salir a comprar pan sin dinero.
Es demasiado temprano para que los comercios abran las puertas
demasiado temprano para leer prensa, escuchar vencejos
o llamar por teléfono al repartidor de butano.
Pero tengo café, tabaco y casa
una estupidez como otra cualquiera
para un crítico de poesía avezado,
un lujo para cerca de un millón de personas
en un país en el que dicen que todo va bien.

TROPPO PRESTO

Non riesco a dormire molte ore di seguito.
Cerco di alzarmi senza fare rumore.
I bambini dormono ancora.
Preparò del caffè e accendo una sigaretta.
La cucina è fredda come l’inverno
e piove,
e l’acqua bagna il bucato steso ieri,
è inutile raccoglierlo,
come è inutile tornare a lavorare
avere un’altra occasione
o andare a comprare il pane senza soldi.
È troppo presto perché aprano i negozi
troppo presto per leggere il giornale, ascoltare i rondoni
o chiamare al telefono il distributore di butano.
Però ho del caffè, del tabacco e una casa
una cosa stupida come qualsiasi altra
per un critico di poesia stagionato,
e un lusso per circa un milione di persone
in un paese dove dicono che tutto va bene.

*

EXIGENCIAS DE LA EDAD

Dicen que lo último que se pierde es la esperanza,
pero si ya has perdido el sentido del humor,
¿de qué te sirve la esperanza?
Te doblo la edad
duermo la mitad de horas que tu
fumo tres veces más
gano cada día la paciencia que tu pierdes a diario,
¿y aún piensas que somos almas gemelas…?
Después del amor siempre llega el sueño
y mientras tu roncas yo devoro cigarrillos,
tu ansiedad tiene un límite
la mía un final.
Cuando pierdas el sueño
descubrirás que el amor es siempre
otra cosa,
lo que para ti es un mito
para mi es sólo una leyenda.
Es la edad la que no perdona
no admite créditos, devoluciones ni transferencias,
podemos compartir una vida
pero de la muerte nos tendremos que reír a solas.

ESIGENZE DELL’ETA’

Dicono che l’ultima cosa che si perde è la speranza,
ma se hai già perso il senso dell’umorismo,
a che ti serve la speranza?
Ho il doppio dei tuoi anni
dormo la metà di te
fumo tre volte di più
ogni giorno guadagno la pazienza che ogni giorno tu perdi,
e credi ancora che noi siamo anime gemelle?
Dopo l’amore arriva sempre il sonno
e mentre tu russi io divoro sigarette,
la tua ansia ha un limite
la mia una fine.
Quando perderai il sonno
scoprirai che l’amore è sempre
un’altra cosa,
ciò che per te è un mito
per me è solo una leggenda.
E’ l’età quella che non perdona
non ammette crediti, restituzioni o trasferimenti,
possiamo condividere una vita
però della morte dovremo ridere da soli.

*

Y AHORA DIME QUE ME AMAS

Te dejaré sola en casa
Fregarás por mí los platos
Amaré por ti a otras
Te arrancaré una costilla
Construiré el mundo en seis días
Te sacaré de paseo los domingos
Tendrás derecho a votar
Alquilarás vídeos
Dormirás sola
Te preguntarás por mí
Sabrás llorar cuando te perdone….
… y ahora, dime que me amas.

E ADESSO DIMMI CHE MI AMI

Io ti lascerò da sola a casa
tu laverai i piatti per me
io amerò altre al posto tuo
ti strapperò una costola
costruirò il mondo in sei giorni
ti porterò a passeggio di domenica
tu avrai il diritto di voto
noleggerai video
dormirai da sola
ti farai domande su di me
e saprai piangere quando ti perdono…
… e adesso, dimmi che mi ami.

*

DICE GILLESPIE

Dice Gillespie que la muerte no es lo peor
que no es el dolor la mejor escuela
ni el hambre nos convierte en héroes.
Dice Gillespie
que nos son más fuertes quienes más pueden
que lo son quienes más resisten
quienes de la derrota levantan victorias.
Dice Gillespie
que lo más peligroso no es el peligro
que lo más peligroso es la seguridad
con la que eludimos diariamente el peligro.
Dice Gillespie
que no es un hombre acabado
que es un hombre que está acabando
que nunca el final sustituye al fin,
porque en realidad,
dice Gillespie
que le dijo Parker
que le contó Cortazar
que en lugar de hacer el amor
ya va siendo hora
de que el amor nos haga.

DICE GILLESPIE

Dice Gillespie che la morte non è la cosa peggiore
che il dolore non è la scuola migliore
né la fame ci trasforma in eroi.
Dice Gillespie
che i più forti non sono i più potenti
ma quelli che resistono di più
quelli che traggono vittorie dalle sconfitte.
Dice Gillespie
che la cosa più pericolosa non è il pericolo
la più pericolosa è la sicurezza
con cui ogni giorno evitiamo il pericolo.
Dice Gillespie
che non è un uomo finito
ma un uomo che sta finendo
che il finire non sostituisce la fine,
perché in realtà,
dice Gillespie
che gli disse Parker
che gli raccontò Cortazar
che invece che fare l’amore
sta venendo il tempo
che sia l’amore a fare noi.

*

LOS CHICOS REBELDES

Los chicos rebeldes se han vuelto tiernos con la edad
se emocionan leyendo poemas,
circulan lento frente a los escaparates del pasado
han abandonado el gusto por las citas
y envejecen con cierta elegancia,
a sus novias ya no les dicen tía
les llaman corazón,
han aprendido a lavar la ropa, a planchar y a doblar
con cuidadoso acierto
cada uno de sus errores,
a los chicos rebeldes el amor ya no les quita el sueño
pero no podrían vivir ni un sólo día sin amar,
hacen trampas con el tiempo pero tienen los días contados.
Los chicos rebeldes saben que ya no volverán a caminar
sobre ninguno de sus propios pasos
por eso ahora cada caricia es siempre la primera
cada beso el último beso.
ya no persiguen ni se dejan perseguir
son incómodos frente a la ambición
aman las causas perdidas
y nadan contracorriente.
Los chicos rebeldes con la edad toman pastillas que no les drogan
drogas que no les matan
y mueren un poquito cada día
sin perder ni ocultar
el brillo errático de sus miradas.
los chicos rebeldes han aprendido a despedirse sin decir adiós
se van sin hacer ruido ni dejan rastro
solos, siempre solos

con el mundo dentro.

I RAGAZZI RIBELLI

I ragazzi ribelli si sono inteneriti con l’età
si emozionano leggendo poesie,
camminano piano davanti agli armadi del passato
hanno perso il piacere degli appuntamenti
e invecchiano con una certa eleganza,
non chiamano le loro fidanzate “ragazza”
le chiamano cuore mio,
hanno imparato a lavare la biancheria, a stirare e piegare
con una grande maestria
ognuno dei propri errori,
ai ragazzi ribelli l’amore non toglie il sonno
ma non potrebbero vivere un solo giorno senza amare,
barano con il tempo ma hanno i giorni contati.
I ragazzi ribelli sanno che non torneranno a camminare
su nessuno dei propri passi
per questo adesso ogni carezza è sempre la prima
e ogni bacio l’ultimo bacio.
Non seguono nessuno e non si lasciano seguire
sono a disagio di fronte all’ambizione
amano le cause perse
e nuotano controcorrente.
I ragazzi ribelli con l’età prendono pastiglie che non li drogano
droghe che non li uccidono
e muoiono un poco ogni giorno
senza perdere né nascondere
il riflesso selvatico dei loro occhi.
I ragazzi ribelli hanno imparato a partire senza dire addio
vanno via senza fare rumore né lasciare traccia
soli, sempre soli

con il mondo dentro.

BOGOTA

***

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3 pensieri su “Troppo presto”

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