Il gendarme del mondo (II)

Fabio Amato

(da Liberazione
del 19 marzo 2011)

Il Consiglio di sicurezza dell’Onu si è pronunciato a favore dell’istituzione della No fly zone sulla Libia e dell’autorizzazione all’uso di non meglio precisati mezzi necessari a prevenire violenze contro i civili. In altri termini, ha autorizzato la guerra.
Il pallido e fino ad oggi insignificante Ban Ki Moon, diventato presidente dell’Onu solo in virtù dei suoi buoni uffici con gli Usa e del suo basso profilo, si è esaltato fino a definire la risoluzione 1973 storica, in quanto sancisce il principio della protezione internazionale della popolazione civile.
Un principio che vale a corrente alternata. Non ci sembra di ricordare sia evocato quando i cacciabombardieri della Nato fanno stragi di civili in Afghanistan. Altrettanta solerzia non è risultata effettiva quando gli F16 dell’aviazione israeliana radevano al suolo il Libano o Gaza, uccidendo migliaia di civili innocenti.

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4 pensieri su “Il gendarme del mondo (II)”

  1. Mi chiedo se oggi , a due giorni da questa guerra a tutto campo , sarebbe stato più giusto individuare un’area del territorio libico , sottrarla militarmente al tiranno e creare i presupposti per una “Libia libera”, instradata verso la democrazia , le libere elezioni ecc. . Un territorio autosufficiente che disponesse in parte delle risorse petrolifere indispensabili , appunto , per la sua autonomia .
    Ad oggi , al contrario , l’azione ONU è “umanitaria” di facciata , ma sotto vi sono gli interessi di cui parla Liberazione .

  2. “follow the money”: “Seguite il petrolio, il gas e i dollari e troverete la risposta”

    completamente condivisibile questo pezzo come quello precedente.

    Grazie,
    perché, come si dice in quello precedente: ” La realtà (giova sempre ricordarlo) è che non sono i “pacifisti” ad essere amici di Gheddafi, ma . …”

  3. Articolo molto interessante le cui parole assomigliano a ciò che ha detto oggi il responsabile di rifondazione comunista, mi riferisco alla parte sugli stati sudamericani più precisamente all’intermediazione di Lula ex presidente del Brasile.
    La situazione è non è per niente definita, chi non ricorda i 12 e ripeto 12 anni di no fly zone per quanto riguarda l’IRAQ, non vorrei si ritornasse a quel limbo in cui i curdi venivano comunque massacrati e la GUERRA era solo il pretestoper il dio petrolio. Logicamente è una domanda retorica che ha già una risposta…non amo i complottismi a tutti i costi ma piano piano l’avanzata occidentale in certi paesi sembra un gioco a scacchi senza pedine ma esseri umani.
    Complkimenti per l’articolo.

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