Incisi per un dialogo augurale

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Quarantamila visite e più di centomila pagine lette…

Ho pensato di pubblicare (in rigoroso ordine alfabetico) una lista dei venti post più letti in questi quattro mesi.

Non è una classifica o uno dei soliti (inutili) inventari di fine stagione: solo un modo, il primo che mi è venuto in mente, per ringraziare tutti gli ospiti e, soprattutto, tutti i lettori del blog: vi devo più di quello che possiate anche lontanamente immaginare.

Grazie. E l’augurio di ogni bene. Con gli occhi sempre vigili, per fare argine alla maceria che ci sovrasta e che rischia di cancellare ogni traccia di umano, ogni seme di futuro.

***

Sebastiano Aglieco/Stefano Guglielmin“Dolore della casa” di Sebastiano Aglieco nella lettura di Stefano Guglielmin

Ci sono autori, e Aglieco è fra questi, la cui opera fonda il proprio centro poematico sin dapprincipio, mettendo sempre più a fuoco – di libro in libro – le ossessioni che la abitano: il sogno di un abbraccio fraterno delle genti…

*

Antonella AneddaSe ho scritto è per pensiero

Davvero come adesso, l’ulivo sul balcone
il vento che trasmuta le nubi. Oltre il secolo
nelle sere a venire quando né tu né io ci saremo

*

Rina AccardoLascia che parli il respiro

Hai vissuto così intensamente da stare male.
L’arcobaleno iridante che hai avuto davanti
ti ha fatto svolazzare da un colore all’altro
per poi ripiombare nel nero più nero.

*

Salvatore BorsellinoAppello di Salvatore Borsellino

Sto lavorando ad un progetto per riuscire a portare le voci di chi sta dentro la rete ed è sensibile a problematiche quali la lotta alla mafia e all’ignavia a questo riguardo dei politici di ogni parte, a raggiungere il maggior numero di persone possibile superando l’ostracismo dell’informazione.

*

Lorenzo CarlucciRiti di passaggio I

Ancora oggi il mio orizzonte è quasi perfettamente descritto da questa citazione, che lessi in uno dei volumi de “I mistici dell’Occidente” di Elémire Zolla (poi perduto, o regalato). Mi pare fosse attribuita a tale Abba Agueras.

Non c’è più deserto ormai. Prendi dimora tra gli uomini, nel cuore della città popolosa, e conduci te stesso come un uomo che non esiste.

*

Gianni Celati/Massimo RizzanteDialogo sulla fantasia

Sembrerebbe che i narratori moderni non capiscano più cosa significhi raccontare l’altro mondo, quasi che fossero permanentemente ospedalizzati in questo mondo e nella cosiddetta ‘realtà’, di cui il loro linguaggio deve essere al servizio.

*

Enrico CerquigliniColtivare macerie sul volto (Parte prima)

Parlare della propria scrittura non è mai facile e lo diventa ancora di meno se si deve provare a tracciare una linea, un’autoantologia che riesca in qualche modo ad essere rappresentativa della propria produzione.

*

Isidro Condori/Antonio MelisDietro il silenzio

Noi,
che generammo gli dei trasformatori del mondo,
figli dei signori dell’universo
pieni di sapienza senza barba,
che la ruota non conoscemmo
ma splendori molto più lontani
intuimmo

*

Enrico De VivoPensare nelle immagini

Abituati come siamo a considerarci sempre e comunque degli esseri cogitabondi, riusciremmo mai ad accettare un’ipotesi secondo cui “l’uomo non pensa”, perché il pensiero si trova staccato da noi, non dentro di noi? Molto difficilmente.

*

Flavio ErminiNomothetes

Ognuno dei passi che il poeta arrischia porta al vivo e originario soggiornare presso le cose, a cogliere la tonalità fondamentale della loro voce, a nominarla.
Con ognuno di quei passi il poeta prende congedo dalle grammatiche dell’ascolto conosciute e accede alla lingua che crea, alla sapienza antica dei Nomothetes, i quali, dando i nomi a luoghi e cose, diedero vita al mutevole e vario orizzonte del mondo.

*

Stefano GuglielminRisonanze VI

“alla deriva per sempre”
gli dice
sul granaio dove l’orzo è finito e “vale toccare
solo toccare”

*

Giorgio MoraleA casa di Dio

Teresa dorme con la caffettiera sul fornello. Carica. Appena in piedi, accende. Prima di lavarsi. E’ quello il suono più bello, la mattina.

*

Ora e sempreVerità e giustizia per Genova

È grave far ricadere i fatti di Genova su 25 capri espiatori, mentre i veri responsabili sono stati promossi ad alte cariche di stato. Questa non è democrazia.

*

Antonella PizzoTre poesie inedite

Dietro la curva il mare è una sorpresa
dopo un torrente schizzato la pianura
ricomincia poi l’arrampicata. E’ sale, bianco, velo
un breve tratto e confusione di linee e di colori
fino a dove
si capovolgono le radici al cielo

*

Davide Racca/Ingeborg BachmannTesto a fronte II

A chi mai una parola ha tolto,
e lo dico a voi,
mi raccomando – chi sa aiutarsi
con le parole

*

Michele RanchettiNon potrà accadermi la morte

Permane
solo un’offerta quale
allora si poneva
già prima del carattere
sacrificale del vivere. Ora
è assunto dal tempo e in esso viene
riconoscendosi nel fine ogni cosa
e nell’ordine.

*

Massimo SannelliPer quanta memoria si perderà

Fa pietà Grünewald, non Warhol. Fa pietà Van Gogh, non Bacon. Fa pietà il caso ostentato (e il cazzo teso del poeta A. è rispettato: piange di desiderio). Si ammirano le parole di four letters, perché sono allegre; e queste parole si voltano in italiano. Ma l’italiano è il bel canto, sempre: nessuno l’ha mai, veramente, parlato.

*

Ranieri TetiIl passo nomade della scrittura

dimora nel lineamento dell’ombra

idolo della veglia in opera
ha per titolo aperti e chiavi
iniziali a darsi incipit d’incognita

mobile dedalo del movimento

*

Iole ToiniSenza recidersi mai dal proprio mare

Sono piccina.
Gli occhi colore delle cose.
Ascolto.
Molto ferma, molto senza.

Dammi inizio.

*

Francesco TomadaVoci da seminare nei giorni

Quando venne il terremoto del ‘76
era sera ed io avevo otto anni
uscimmo tutti di corsa nei cortili
così come eravamo, noi bambini già in pigiama

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5 pensieri riguardo “Incisi per un dialogo augurale”

  1. caro fm,
    approfitto di questo post per farti i miei più sinceri auguri di Buone feste, e soprattutto di Buoni Tutti gli Altri Giorni.
    con riconoscenza e affetto
    ft

  2. Questo post mi ha commosso, non pensavo minimamente.. ma tant’è. Sono grata alla tua signorilità non discinta dalla passione nel dire, Francesco, e sottovoce, come si conviene in questa tranquilla dimora letteraria, l’ideale per conciliare la lettura, ti rivolgo i miei più affettuosi auguri, scalpitanti nonostante, in ogni campo di vita per le prossime festività ed oltre.
    Allargo la sfera degli auguri ad ogni lettore e ad ogni tuo apprezzato ospite.
    Un caro abbraccio
    rina

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