Archivi categoria: anarchismo

A – Rivista anarchica n. 418


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Benjamin Péret – Io non mangio di quel pane

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Carmine Mangone

(… ) I testi di Je ne mange pas… sono di chiara ascendenza surrealista. Le invenzioni automatiche che li costellano sono infatti numerosissime e anche fin troppo evidenti per star qui a discuterne. La loro elaborazione parte però invariabilmente da eventi, istituzioni, personaggi famosi, ecc., scelti deliberatamente dall’autore. Péret seleziona con cura i suoi obiettivi e li riunisce non certo a caso; si pensi, ad es., allo sviluppo di composizioni come Il cardinale Mercier è morto, Epitaffio su un monumento ai caduti o Il 6 dicembre. Siamo in presenza di circostanze reali e che determinano gran parte degli elementi creativi, il che ci conduce ad una conclusione quasi ovvia: la raccolta Je ne mange pas… è formata da “scritti di circostanza” lampanti, indiscutibili, quantunque assai diversi rispetto alla poesia sociale o variamente impegnata del Novecento. Continua a leggere Benjamin Péret – Io non mangio di quel pane

Canti della tradizione anarchica italiana

Montelupo
Il canzoniere anarchico
(Canti della tradizione anarchica italiana)

Goodfellas, 2014

Recensione di Camilla Galbiati
tratta da Rivista Anarchica, 235 (febbraio 2015)

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Coetzee e l’anarchia

Federico Battistutta

Che John Maxwell Coetzee – premio Nobel per la letteratura 2003 – sia uno scrittore quanto mai versatile ed eterogeneo è risaputo. Se una costante nella sua opera c’è, questa risiede proprio nell’originalità della sua produzione: rifiuto di una linearità narrativa e sviluppi imprevedibili delle trame; corpo a corpo con i grandi autori del passato; romanzi che esplorano la natura della stessa struttura narrativa; contaminazioni fra generi letterari. Queste, sono alcune delle tracce più visibili dello stile di Coetzee.
Ma non basta: a differenze del disimpegno di molti suoi contemporanei, è rinvenibile in lui una passione civile, una compartecipazione alle sorti e alle domande pregnanti del nostro tempo. Ancora: tale passione civile sa in più di un’occasione incontrare, instaurando un dialogo per nulla scontato o anodino, i motivi cari alla cultura anarchica e libertaria. Continua a leggere Coetzee e l’anarchia

Umanità Nova

Doriana Goracci

Succede di maggio, un giorno a Carrara, il primo del mese del 2010 che dal virtuale (e già di virtuoso non aveva niente) si passi all’esercitazione dei cinque sensi, a toccare con mano l’umore di quelle facce, erano tante e di ogni età e trascorsi, brevi e lunghi, Fuori e Dentro.

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