Archivi categoria: gianmarco pinciroli

Frammenti d’esilio, 13

La mancanza

Gianmarco Pinciroli

Questo dovevo dirvi. È in una sera
dipinta sulla seta che vi lascio…
Vittorio Bodini

 

frammento 13

401. Eh no, amico Kiarostami, se noi fossimo sempre consapevoli del fatto che ogni attimo computato sull’orologio ci avvicina di quell’attimo alla morte, non potremmo, letteralmente non potremmo vivere, impazziremmo per il panico del senso che diventerebbe imprendibile alla mente e della mancanza di tempo che verrebbe giustamente percepita come inarrestabile. Continua a leggere Frammenti d’esilio, 13

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Frammenti d’esilio, 11

La mancanza

Gianmarco Pinciroli

Stamane
per la prima volta dopo lungo
tempo di nuovo la gioia di
immaginare un coltello girato
nel mio cuore.
Franz Kafka

frammento 11

336. In che cosa consiste il piccolo? Il piccolo evento, la piccola idea, il piccolo racconto? La micrologia finisce per disperdere l’osservatore, che non riesce più a raccogliere tutto ciò che vede sotto un solo orizzonte, e questo lo inquieta, in qualche caso lo spinge a non accontentarsi, in molti altri lo deprime, poiché la mancanza di una qualche solidità d’orizzonte viene subito identificata con l’insensatezza. Continua a leggere Frammenti d’esilio, 11

Frammenti d’esilio, 10

La mancanza

Gianmarco Pinciroli

Pel di Carota, vista persa la giornata,
non tenta più di divertirsi.
Ha perso una bella festa.
I rimpianti sono in cammino.
Li aspetta.
Solitario, indifeso, lascia venire
la noia, e la punizione applicarsi da sé.
Jules Renard

frammento 10

306. Questa è l’immagine: «Quel giovane davvero non è capace di godere dell’attimo presente, rimanda alla memoria di quell’attimo la gioia che gliene potrebbe venire ora, e non sa ancora che il godimento dell’oggi e la gioia del ricordo sono due forme del sentire benessere ben diverse. Andrebbero d’accordo se fossero vissute ambedue, ma quando si differisce la prima sovrapponendola alla seconda si falliscono ambedue i bersagli, e si diventa degli infelici cronici. Continua a leggere Frammenti d’esilio, 10

Frammenti d’esilio, 9

La mancanza

Gianmarco Pinciroli

Sì, catena di giorni che s’affolla
addensa l’esperienza
del soffrire.
Sofocle

 

frammento 9

275. Puoi dire di conoscere una persona solo dopo che l’hai vista nuda nelle sue manifestazioni affettive negative, per esempio quando è adirata, o quando si annoia, o quando mette in evidenza le differenze nel comportamento rispetto a quello che sembrava il suo modo d’essere con gli altri, con te, e rispetto alle tue aspettative generali quando ti immagini la persona giusta sulla tua misura di carattere e di gusti. Continua a leggere Frammenti d’esilio, 9

Frammenti d’esilio, 8

La mancanza

Gianmarco Pinciroli

Ogni uomo cammina e non sa
se ha principiato o finito
se va da sua madre da sua figlia o dall’amata
se sarà giudice o imputato
se evaderà, se è già scampato:
non lo sa.
Giorgio Seferis

frammento 8

243. E’ possibile compilare una storia della filosofia occidentale per coppie oppositive concettuali di questo tipo: molti/uno, parte/tutto, parte/intero, finito/infinito, fenomeno/noumeno, apparente/inapparente, diversità/identità, disordine/ordine, dicibile/ineffabile, ecc, e anche: dire/mostrare, uomo/oltreuomo ecc. In queste coppie il primo elemento guarda in faccia il secondo e vi trova il suo senso, e il secondo è dunque il luogo del senso. Continua a leggere Frammenti d’esilio, 8

Frammenti d’esilio, 7

La mancanza

Gianmarco Pinciroli

La poesía substituye,
la palabra substituye,
el hombre substituye,
los vientos y las aguas substituyen…
la derrota se repite a través de los tiempos
¡ay, sin remedio!
Álvaro Mutis

frammento 7

203. Per quanto logorante possa essere il contatto continuato ed eccessivo coi propri simili, per quanto detestabile sia anche la sola idea di una perfetta solitudine, è fuor di dubbio che noi abbiamo bisogno, rispetto al logorio, di vedere e sentire tutti i giorni degli esseri umani, possibilmente amandone la presenza (ma questo è già chiedere troppo, se non si è riusciti a restare inseriti nelle formule relazionali istituzionali e codificate) e, rispetto all’isolamento, di raggiungerlo per qualche tempo Continua a leggere Frammenti d’esilio, 7

Frammenti d’esilio, 6

La mancanza

Gianmarco Pinciroli

Quando morirò, tu ed io ci fonderemo –
il mio io d’un tempo e il mio io di oggi –
e voleremo via per sempre nella contrada delle ombre che non ritornano.
Ivan S. Turgenev

frammento 6

171. La sintesi di un pensiero, di un’ossessione di pensiero, può riassumersi in poche righe, poiché essa torna sempre uguale e diversa nelle diverse fasi della vita e della scrittura. Il vuoto, prima di tutto, il corpo vuoto, la sua segnità (altro nome del vuoto) che configura la costruzione dell’Io nel Sé-Altro; il Sé-Altro nasconde e custodisce l’ulteriorità che da un lato rilancia incessantemente l’esserci e la sua scrittura, dall’altro imposta il tema della comunicazione come fuoriuscita dal Sé dell’Altro, dell’Altro come Altro del Sé-Altro e quindi non riconducibile affatto e in alcun modo al Sé come modello. Continua a leggere Frammenti d’esilio, 6

Frammenti d’esilio, 5

La mancanza

Gianmarco Pinciroli

Essere sempre tra i primi e sapere, ecco ciò che conta, anche se il perché della rappresentazione ci sfugge.
Eugenio Montale

 

frammento 5

134. Il filosofo dilettante ha tutti i difetti del filosofo professionista e nessuna delle sue qualità. Come il teoreta di mestiere, egli utilizza senza scrupoli il pensiero altrui, passato o presente che sia, facendogli dire quello che gli preme, al fine di avvalorare le sue tesi. E’ una pratica assai diffusa presso tutti i grandi teoreti, i quali adottano il pensiero degli altri come una sorta di deposito di idee, o di parole-idee, utile alla delineazione del proprio quadro: che importa la lettera del testo altrui? Il miglior rispetto, sembrano dire, sta nel tradire, o meglio, nel continuare il pensiero altrui facendo in esso emergere il non-detto, che giace incompreso e implicito. Continua a leggere Frammenti d’esilio, 5

Frammenti d’esilio, 4

La mancanza

Gianmarco Pinciroli

Wie lange war kein Herz
zu meinem mild…
Else Lasker-Schüler

 

frammento 4

94. Dice l’amico, con pochissima voce per non farsi sentire attorno da altri che non sia io: «Abolita la felicità. Anche la sua possibilità, anche il pensiero della felicità. Abolita la ricerca del suo “che cos’è?”. Abolite le persone che occasionalmente me ne hanno procurata, che potrebbero ancora procurarmene. Abolite le persone in generale, visto che la buona volontà di chiunque può fare piccoli miracoli quotidiani. Abolita la speranza che, insieme alla parola amore, è stata fonte di così tanto dolore. Continua a leggere Frammenti d’esilio, 4

Frammenti d’esilio, 3

La mancanza

Gianmarco Pinciroli

Hérésie à découvert!
Tout l’humain sur le pas de la porte,
à fleur de peau.
Le dehors plus intime
Soudain que le dedans.
Jean Flaminien

frammento 3

55. Probabilmente, il peggior “peccato” che un uomo possa commettere è quello di credersi immortale. Di fatto, noi viviamo ogni attimo della nostra vita come se non dovessimo morire mai, come se la morte riguardasse sempre e soltanto gli altri. Sia chiaro, è necessario che sia così, affinché la nostra sopravvivenza sia possibile, nessuno potrebbe lavorare, pensare, scrivere, leggere, amare se la natura non ci avesse fornito una specie di smorzatore capace di ottundere la percezione del fatto che, essendo nati un giorno (quello, e non un altro), ci attende la conferma di un tale enigma in un altro giorno (quello, e non un altro) in cui godremo del bene di non avere più il dovere della memoria rispetto all’intera serie dei giorni che precedono, perché, essendo morti, avremo perso la coscienza di quel sé che s’incarica quotidianamente di ricordarla per poter vivere. Continua a leggere Frammenti d’esilio, 3

Frammenti d’esilio, 2

La mancanza

Gianmarco Pinciroli

Chi passa, al morire del giorno,
ch’ode un fischio lungo laggiù
riprende nel cuore il ritorno
verso quello che non è più
Giovanni Pascoli

frammento 2

21. L’intenzionalità di scrittura non registra e non spiega soltanto le diverse modalità di scrittura, o forme, o stili, ma modifica come le facce di un prisma la persona o l’oggetto di cui la scrittura si occupa. Di un certo amico, se ne scrivo in una lettera (intenzionalità epistolare), cercherò di dare al destinatario quelle che sono secondo me le autentiche coordinate del suo carattere, di ciò che dice e che fa, affinché se ne faccia un’idea il più possibile vicina alla realtà della sua personalità. L’obiettivo è la verità del suo esserci protetta dal segreto epistolare. Continua a leggere Frammenti d’esilio, 2

Frammenti d’esilio, 1

La mancanza

Gianmarco Pinciroli

‘The work is done’, grown old he thought,
‘According with my boyish plan;
Let the fools rage, I swerved in naught,
Something to perfection brought’;
But louder sang that ghost, ‘What then?’
William Butler Yeats

frammento 1

1. Niente è mai come ci s’immagina che dovrebbe essere. Tra la protenzione verso il futuro e la realizzazione di quanto in essa ci si è immaginato che potesse accadere c’è lo stesso scarto che in etica sussiste tra essere e dover essere. Sapere questo, peraltro, non serve ad evitare disillusioni dolorose; sembra infatti far parte della nostra buona disposizione verso cose e persone questa fede inestirpabile verso il futuro, come se il tempo che non c’è ancora, in quel suo non-esserci-ancora, dovesse per forza essere diverso nei suoi tratti costitutivi dai tratti costitutivi che compongono il presente in cui viviamo, pensiamo, agiamo e immaginiamo. Continua a leggere Frammenti d’esilio, 1