Archivi categoria: elio grasso

Frammenti di felicità terrena

Elio Grasso

Nota di lettura a:
Giovanna Rosadini
Frammenti di felicità terrena
Faloppio (CO) Lietocolle 2019

……Il libro comprende, riordinandola, l’opera fin qui pubblicata da Giovanna Rosadini a partire dal 2008, quando uscì per le Edizioni di Atelier la raccolta Il sistema limbico. Non deve sfuggire l’eloquenza del viaggio, la sua irresistibile vitalità, in esso mostrate senza per un attimo venir meno la consistenza di quella “terra dei ricordi” che per la poetessa è da sempre suprema forza della lingua. Della propria materia psichica, intrecciata e fermentata alle leggi governanti i territori che l’hanno vista nascere e crescere. Se la poesia ha spesso origine dove i piedi provano a calcare terreni fertili e rispondenti a nervi vivi, qui siamo in presenza di luoghi per niente comuni, di orientamenti e fondali rimasti a lungo saldi. Continua a leggere Frammenti di felicità terrena

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Miniature

Elio Grasso

Nota di lettura a:
Alla Gorbunova
Miniature
Traduzione di Paolo Galvagni
Faloppio (CO), Lietocolle, 2019

Alla Gorbunova torna al lettore italiano con una serie di racconti (sempre per cura di Paolo Galvagni), dopo la raccolta poetica La rosa dell’angola pubblicata nel 2016 dall’editore Marco Saya. Poetessa di San Pietroburgo, certamente affermata in patria e conosciuta in Europa per il suo forte temperamento, il che significa seguire il fine principale della scrittura quando le si presenta davanti con tutta la sua forza sciamanica e alchemica. È la struttura delle sue poesie e delle sue prose a far tornare sulla terra l’energia che un tempo serviva a rifornirsi di cibo e a comprendere il mondo. Tutte cose che richiedevano scaltrezza e competenze animali e spirituali. Continua a leggere Miniature

Telemaco-Bintar

Elio Grasso

Nota di lettura a:
Carlo Marcello Conti
Telemaco-Bintar
Pasian di Prato (UD)
Campanotto Editore 2018

La voce della poesia italiana passa per il Friuli, con radici venete e sconfinamenti emiliano-romagnoli. La misura geografica della poesia dovrebbe valutarsi attentamente prima di affrontare discorsi linguistici e antologici: la biografia dei poeti, nel bene e nel male, assicura distinzioni che diventano il simbolo stesso dell’avventura poetica italiana. Non è certo una novità, ma occorre precisarlo prima di considerare i libri di Carlo Marcello Conti. Nato a Belluno (ma in una intervista indica Forlì, non sappiamo se per svista o rimescolamento di carte), scrittore precoce e frequentatore fin dagli esordi della vivace avanguardia degli anni Sessanta. Non è certo casuale il suo ruolo di redattore (definito dai compagni “sottilmente dialettico”) della rivista bolognese Bab Ilu fondata e diretta da Adriano Spatola nel 1962. Continua a leggere Telemaco-Bintar

Distacco del vitreo

Elio Grasso

Nota di lettura a:
Roberto Cescon
Distacco del vitreo
Mestre (VE), Amos Edizioni, 2018

La poesia di Roberto Cescon, in questa raccolta, esiste come forma rappresentativa di una natura circostante: piantagione in piena luce, sotto qualcosa che da lassù turba, una luna dentro il suo percorso. Il significato è anzitutto condizione primaria, niente può scavalcarlo né essere sottratto alla volontà predominante dell’autore: chi può negare la concretezza di questi corpi, viventi ancora prima di parlare? La biologia che gira dentro le poesie assicura e difende un mondo, e non viene mai meno alla propria essenza. Biologia capace di visioni, si aggira fra materie minerali con qualche timore, adombra gli abissi circostanti e consegna a sé stessa un interesse esclusivo: la verifica della realtà. O meglio, dell’unica realtà percepita dai nostri sensi principali. Uno di questi appartiene all’occhio. Continua a leggere Distacco del vitreo

Quinta vez

Elio Grasso

Nota di lettura a:
Maria Pia Quintavalla
Quinta vez
Azzate (VA), Stampa 2009, 2018

China esiste nel tempo, o più probabilmente, possiede tutto il tempo del mondo. China madre, figura molteplice, forma biografica in continua evoluzione, secondo la propulsiva mente di Maria Pia Quintavalla, poetessa dall’atteggiamento robusto verso la vita privata e collettiva. Con lei si ha sempre l’impressione che la “comunità degli animi” (sì, proprio quella rivelata anni addietro da Cesare Viviani in un suo massimo libro) acquisti qualche grado in più per restare viva (e non vegeta) al mondo. China torna dopo otto anni dall’originaria comparsa (China, 2010), da una realtà sopra il cielo al nostro mondo interventista e crudo. Ha i colori che la determinano da sempre, solari e appartenenti all’aria, divulgati su strade e terreni riguardosi e commossi. Continua a leggere Quinta vez

La spira

Elio Grasso

Nota di lettura a:
Mauro Ferrari
La spira
Pasturana (AL), puntoacapo 2019

Poemetto per una generazione, una specie di autodafé per i nati tra la fine degli anni Cinquanta e i primi Sessanta, coloro che guerre non ne hanno visto pur sentendone l’odore acre in Europa, nei Balcani inferociti. In quel periodo si stavano sistemando per bene sulla crosta terrestre, e nelle falde, le radiazioni (“effetto” Truman, il presidente USA che diede il go a Little Boy) delle bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki, mentre altrettanti veleni s’addensavano nell’atmosfera tramite la varietà dei test nucleari russi, americani, francesi, prima che un trattato internazionale consentisse soltanto esperimenti sotterranei. Sputnik, Cuba, Kennedy, Krusciov, Guerra fredda, Vietnam… i fanciulli e i ragazzi di quell’epoca hanno assorbito nelle loro cellule la minaccia di molteplici mondi, e la temerarietà di personaggi d’ogni specie. Continua a leggere La spira

La casa bianca

Elio Grasso

Nota di lettura a:
Emanuele Andrea Spano
La casa bianca
Pasturana (AL), puntoacapo, 2018

Sul pianeta Terra il bianco è il colore dell’invenzione creatrice e il colore della zona temperata sopra il Tropico del Cancro, dove lo sguardo si affaccia sul Mediterraneo a Nord delle coste africane. Al di là dei recenti cambiamenti climatici, a quelle latitudini le popolazioni hanno da sempre conquistato la calce per le loro case, per i muri, per il destino delle loro esistenze. Il bianco della calce non dà scampo, assorbe in sé i segni animali e i segni umani, i loro pensieri e le aspirazioni, e le gesta di tutti. Per questo il sangue sparso sulla piana di Troia prometteva più terrore sulla base calcarea: non è un’invenzione ma il film in technicolor della storia, e del mito che la circonda come aura indelebile. Continua a leggere La casa bianca

La finestra dei mirtilli

Elio Grasso

Nota di lettura a:
Fernando Lena / Daìta Martinez
La finestra dei mirtilli
Ragusa, Salarchi Immagini, 2019

Questo Diario a ore inizia da una mezzanotte indulgente e va avanti con le composizioni di due poeti connessi per un certo tratto temporale e geografico. Non sanno se il loro è un dialogo, una tenzone, una polemica sul mondo, sulle terre a cui appartengono, sulle persone amate o odiate. Su ciò che vedono dalle loro finestre separate. Fernando Lena mette i grammi del suo pensiero, tra vedute e dolori, guarda i passanti nel mezzo di allucinazioni. Daìta Martinez rivela con riguardo le sue fratture, attenta a tener desta la condizione vitale. L’esistenza – suggerisce, accreditando i sussulti orografici dell’intero libro – procede anche quando s’incaglia. L’uso del dialetto siciliano (vera lingua, come per gran parte degli idiomi regionali), misterioso, ctonio, non addomesticato, ci ricorda la sostanza tellurica della decennale ricerca della poetessa palermitana. Continua a leggere La finestra dei mirtilli

Omaggio a Domenico Cara

Elio Grasso

Per un omaggio a Domenico Cara
L’utopia gioiosa
Edizioni Fin de siècle, 1995

L’utopia gioiosa di Domenico Cara si snoda come un dramma dell’occhio, come un avvicinamento al bordo pericoloso del mondo. Queste poesie lasciano che i ricordi, gli smarrimenti, il serpente annodato degli anni, trovino lo spazio di cui hanno bisogno, trovino il tempo di un’epoca – per certi aspetti – folgorante. Più che in altri libri, il dire continuo e la forte avventura della parola s’innestano nel gioco delle stagioni e della storia senza apparenti debolezze, senza accordare spiegazioni immediate. Un verso dopo l’altro, una pagina dopo l’altra, la sorpresa non viene meno e matura quasi sempre in un canto civile e variegato, viaggiante e non disperso nella vastità delle cose. Perdutamente umano dove non è umano il tempo geologico di cui siamo testimoni. Non grazie alla terra dobbiamo difenderci anche con la poesia, non senza scintille di una fede laica potremo giungere al domani. Continua a leggere Omaggio a Domenico Cara

La logica delle falene

Elio Grasso

Nota di lettura a:
Pino Corbo
La logica delle falene
Faloppio (CO), Lietocolle, 2018

Pino Corbo torna da impervi anni, dopo la raccolta In canto pubblicata nel 1995 con evocatrice e appropriata prefazione di Giancarlo Pontiggia. Impervi per la poesia e la società, dove le dimensioni sono state invase da un’onda nera di dogmatismo sparso ovunque, dalla letteratura alla politica, dalla critica di fallibile sostanza alla poesia di smodata inconsistenza. Corbo, tanto per intenderci, è stato redattore di “Inonija”, rivista oltremodo consapevole dei tempi e uscita con dieci numeri alla fine degli anni ’80. Da allora la sua parola è proseguita con “intensa” levità su riviste attente come “Il rosso e il nero” e “Capoverso”, per giungere al presente con sobria misura di versi accompagnati da risolute narrazioni critiche. Continua a leggere La logica delle falene

Se so che la nostra storia è finita

Elio Grasso

Se so che la nostra storia è finita

Dal 1957, anno di uscita in volume delle Ceneri di Gramsci, al 2018, passando per la terribile notte del 1° novembre 1975 all’Idroscalo di Ostia, cosa è accaduto in Italia, e nel resto del mondo? Quali cambiamenti nella poesia, e nella vera critica a essa? Tutto è mutato, tutto – fino al niente attuale, il niente che pochi oggi osano avvicinare con un grimaldello. Il realismo, l’attualità politica e sociale di quei decenni (ai più sconosciuta), sono stati abbondantemente accuditi dallo scrittore Walter Siti, altresì curatore di tutta l’opera di Pasolini. PPP aveva esperienze sue, cercava e ricercava, si consumava dentro l’angoscia di un mondo che nessuno come lui conosceva. Di notte, per le strade con la sua automobile probabilmente riusciva a vedere il futuro, nelle gambe di chi “passeggiava” e negli occhi di coloro che desiderava. Dal Friuli al Tiburtino, vie lunghissime e tortuose, la crudeltà stava a ogni curva, fino ad arrivare alla ferocia comprata e venduta nella città “eterna” sempre più orribile ai suoi occhi. Continua a leggere Se so che la nostra storia è finita

Anatomie comperate

Elio Grasso

Nota di lettura a:
Gabriella Montanari
Anatomie comperate
Torino, WhiteFly Press
Vague edizioni, 2018

E dunque siamo ancora all’interno di cortesie stagionali, con frenati propositi e preposizioni tempestive sulla vita romantica delle tribù e dei singoli appartenenti. Stagionali sentimenti e risentimenti lungo filari risoluti nel ricordare essenze e carnalità di prima scelta. E che doveri di pensiero, trattando nettari e polpe! Gabriella Montanari vorrebbe mantenersi accanto alle lucciole ma la sua scrittura la trasporta inevitabilmente dove i sogni risentono della presenza di filari e vino. Quella scrittura che riconosciamo, signorile di vocabolario e ibridamente affettuosa verso Bataille, con tocco sorgivo di Bardot. Non si lascia storicizzare, ha bisogno di una cucina ben fornita di pentole e padelle, desidera ardentemente cucinare senza perdere d’occhio la bellezza femminile e l’incoscienza maschile. Sarebbe inadeguato definire “selvaggia” questa raccolta, a meno che non la s’intenda come l’elegante scostumatezza dell’Arbasino sudamericano. Continua a leggere Anatomie comperate

Apologia di un perdente

Elio Grasso

Nota di lettura a:
Marco Vetrugno
Apologia di un perdente
Roma, Elliot, 2018

Se un tale di nome Ezra, richiuso nelle sale di un museo, avendo in testa Shakespeare e di fronte agli occhi i fantasmi in bianco e nero di tele famose (e famigerate), inizia a parlare, cosa può mai dire, e soprattutto che facoltà ha? Mistero. A meno che non si riesca, da un anfratto nascosto, a osservarne il corpo e le sue deformità, in guisa proporzionale dedicate dal cielo a quelle carni. L’inferno, probabilmente, ne aveva già compiuto giusta causa, vale poco ricordarlo, altrimenti Ezra non si troverebbe in quel sito. Non sfuggirà il fardello informe stretto fra le braccia, respirante o meno, avvolto in panno bianco, preda carnale, ostaggio, o esserino irrisolto e inconsapevole da proteggere. Accanto, in una teca traslucida, appare un teschio di donna. Questa la scena abitata da un rintanato, superstite nucleare, rinchiuso a forza, segregato per sua volontà, oppure no. Continua a leggere Apologia di un perdente

Ciao cari

Elio Grasso

Nota di lettura a:
Stefano Guglielmin
Ciao cari
Milano, La Vita Felice, 2016

La poesia in questo libro viene meno di fronte alla vita rievocata in cento rivoli? Nient’affatto. La poesia scende come un’affermazione, talvolta stridente al cospetto della morte, ben organizzata, di realtà ferrea, quasi imposta dove le scintille esistenziali iniziano a disperdersi. Discorde alla mancanza di volontà, alle energie sottratte, all’aria tesa dei tempi, tutto l’armamentario delle menti (migliori e peggiori) di varie generazioni scende in campo dalla nascita all’estinzione. Il saluto del titolo è incontrovertibile, rende dipendenti da ricordi ed esperienze, l’autore sa d’essere un LED oscillante tra presente e passato. Continua a leggere Ciao cari

La terra originale

Elio Grasso

Nota di lettura a:
Eleonora Rimolo
La terra originale
Faloppio (CO), Lietocolle, 2018

Non sono in gioco i sentimenti semplici, né la corruzione della sovranità linguistica (come accade altrove, con libri perduti in rudimentali scoperte d’acqua tiepida), nella Terra originale. Eleonora Rimolo torna con un libro congruo, dopo il recente Temeraria gioia, e seguita a corteggiare la realtà della vita, poiché interamente rivolta a essa quest’autrice progetta e attua le sue armoniche stanze. Evita – ma si prende vari tipi di arguzia dialettica – mistificazioni e debolezze di pensiero, sempre in vista del bagaglio montaliano ma aggiornato alle discendenze del nuovo secolo. Sembrano in autonomia pensare, le diverse poesie, al presente tutt’altro che fantastico a cui sono destinate. Ma Rimolo tiene strette le più efficaci nell’additare le cose che non vanno: pretendono aggiustamenti, e si accreditano la visione di un passato portentoso. Continua a leggere La terra originale

Dodici ore

Elio Grasso

Nota di lettura a:
Mariachiara Rafaiani
Dodici ore
Sonnino (LT), Edizioni La Gru, 2018

Il libro di Mariachiara Rafaiani è come un contagio, risalente dalle zone buie dell’epoca, e dalle zone luminose di una geografia consumata nei viaggi. Le poesie riportano per intero tutto ciò che l’autrice non si lascia sfuggire, paesaggi eloquenti, tenuti nell’ampio ventaglio delle scelte, e aspiranti amori a tempo o eterni ma prodigiosamente intrecciati alla lingua, alla continua inesausta lingua un po’ sanguinaria un po’ venerabile. Ecco perché il contagio varca la carta e forse diventa inarrestabile. Non si ha voglia di controllarlo, è l’elemento presente in ogni pagina, nei porti e nelle stazioni attraversate, dall’Adriatico che imprigiona a Milano, passando per pianure e oltre le mura della città vecchia, le stesse che Campana superò durante i suoi nomadismi. Continua a leggere Dodici ore

Nota critica a “Via Crucis”

Elio grasso

Nota di lettura a:
Silvia Comoglio
Via Crucis
Pasturana (AL), Puntoacapo, 2014

Quanto al pronunciarsi su una scrittura, i più praticano assilli d’abbandono poiché sospettano mutamenti di geometrie e di fisionomie serenamente conosciute. Col rischio di concedersi a suoni dall’identità strana, se non addirittura estranea. Non si è più simultanei di cortei consueti, dalle configurazioni assestate e protettive. Poi ci si accorge (per fortuna capita di sottostare a un “colpo” d’intelligenza, o forse degli dèi) di quanto sia ben più valoroso essere tangibili del mutamento, allorché il proprio peso specifico si arricchisce d’intenzioni, se non addirittura di valore intrinseco. A quanti riferimenti, e allusioni e indebitamenti dobbiamo guidare il nostro carattere perché si distingua infine un’esperienza poetica, un’intenzione sviluppata in alcuni libri a cui, per esempio, uno come Nanni Cagnone abbia affidato le proprie “speranze di lettore”? Sono molti, e occorre gettare campioni di modernità accompagnati da rivalse critiche di prima e ultima mano. Sia chiaro, senza patemi di pentimento o astuzie di tal genere. Continua a leggere Nota critica a “Via Crucis”

Nota a “Spalancati spazi”

Elio Grasso

Nota di lettura a:
Claudio Pozzani
Spalancati spazi (Poesie 1995-2006)
Firenze, Passigli 2017

La poesia di un presente futuro come dovrebbe essere? Con quali mezzi chi la scrive prova la sua capacità di vedere? E soprattutto, cosa vedrebbe? Le macerie di una civiltà nei suoi angoli più remoti, oppure la visione del pianeta, azzurro e bianco nel nero cosmico, come avvenne per gli astronauti statunitensi quando circumnavigarono la luna il 24 dicembre del 1968? La Terra era là, un emisfero brillante dove gli umani, poeti e no, vivevano. Pozzani vi era nato 7 anni prima, forse la sua mente già premeva sull’acceleratore della visionarietà, lasciando che le attitudini espressive si facessero risucchiare dalla realtà intorno, dall’anfiteatro di quella Genova che lo avrebbe visto protagonista nel palcoscenico della poesia. E, navigante come ogni genovese, visto scivolare sui tragitti europei della scrittura. Continua a leggere Nota a “Spalancati spazi”

Giacomo Bergamini

Giacomo Bergamini

Dopo la drammatica morte, su cui resta un alone di mistero, una cappa di silenzio è scesa sul geniale e “irregolare” poeta vicentino Giacomo Bergamini (1945-2004), autore discontinuo, talora volutamente oscuro, emotivamente coinvolto nella ricerca di nuove frontiere per la poesia e l’arte, fra riviste alternative, piccoli editori a volte umorali e frequentazioni alcoliche. Questo documento, impregnato sulla riproduzione integrale della sua raccolta di versi Il martello di Faust, pubblicata nel 1983 come supplemento al numero 33 di “Tam Tam” con la prefazione di Adriano Spatola, si propone di rompere, almeno in parte, quel silenzio, contribuendo ad approfondire la conoscenza di uno scrittore immeritatamente dimenticato: un prezioso contributo mi è stato fornito in questa direzione dall’amico genovese di antica data di Bergamini, il poeta e scrittore Elio Grasso, che ben conosco e che ringrazio, cui sono giunto attraverso la dedica di questo libro a lui destinata in esergo dall’autore. […] Maurizio Spatola

Dossier Giacomo Bergamini

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